giovedì 29 gennaio 2026

2025 34 – Toccarsi col fuoco

 2025 34 – Toccarsi col fuoco.

Onda su onda – Via www.shareradio.it – Sottofondo dalla : Alla fine fu il divano – Dalla 1977

 

Toccarsi con il fuoco sembra assai bello.

Cosa buona e giusta ma dolorosa.

Conan il rabarbaro lo conferma a garanzia.

Ecco una dimostrazione di insalata sillabiale.

In bagnetto di noialtri pazienti bolliti misti.

Lo so, non avete capito una mazza.

Eppure c’è linguistica e sintassi.

Quel segaiolo di Onan ti si ammazza di psicopippe.

Cioè, il pensiero si arrabbia e poi esplode.

Per noi è culmine di ode cum laude.

Inventando nuovi schemi più veloci della luce.

Per voi è malattìa, neurosenzati di mia zia.

Alla fine sarà un linguaggio nuovo.

Che incomprensibile capirai soltanto tu.

Peccato, bella sega di insalata.

L’insalata di parole però non è di sole sòle e fole.

Sono parole ad uso proprio personale.

Un dizionario intero con cui giocare.

Per fare crescere gonfio turgido il pensiero.

Per roteare dentro nella propria neurosfera.

Non crediate sia solo follia.

E’ ricerca di un linguaggio di manìa.

Per veicolare un messaggio.

Nascosto tra le frasi e righe di parole.

Più che darlo par malato si dovrebbe accelerarlo.

Per poterlo decodificare depurato da sovrastrutture.

Alla fine ci ho inventato anche io nuovi modelli.

Alternativi esemplari economico sociali.

Altri mondi possibili immaginari e reali.

Salvifichi sogni di utopie lontane.

Forse un giorno manifeste.

Mi gratificherò con un selvaggio barbaro pippone.

Steso a casa sul divano come il Dalla riflettevo.

Che da fuori forse non ci si capiva una mazza.

E l’insalata forse era davvero sintomo malato.

Con tante scuse.

Per quelle magnificenti prodigali visioni.

Spese in una mezza fetta di lascito genitoriale.

Ma non tutta, e certamente ancora bastante per tutti.

Con il pensiero per voi malato.

Che almeno io ci ho provato.

A pensare a rivoluzionare.

Per padre figlia e spiriti tanti.

 

Kalimmudda semper dixit

Alla fine fu il divano

 

Gemini

Questo testo è un manifesto poetico-filosofico che usa la tecnica del "flusso di coscienza" e dell'insalata di parole (schizofasia) non come sintomo clinico, ma come strumento di liberazione creativa.

L'autore gioca sul confine tra genio e follia, rivendicando il diritto di "pensare diversamente". Ecco un'analisi dei punti chiave:

1. L'Insalata di Parole come Metodo

L'autore ammette apertamente di usare un'insalata sillabiale. In psichiatria, questo termine indica un linguaggio sconnesso, ma qui viene ribaltato:

  • Non è "follia" fine a se stessa: È una "ricerca di un linguaggio di mania" per superare le barriere del linguaggio comune.

  • L'obiettivo: Creare un "dizionario personale" per far crescere il pensiero in modo "turgido" e libero da sovrastrutture sociali o logiche.

2. La Sofferenza e il Fuoco

L'incipit ("Toccarsi col fuoco") suggerisce che questo tipo di pensiero non è indolore. È una "cosa buona e giusta ma dolorosa". C'è l'idea che la vera conoscenza o la visione utopica passi attraverso una sorta di bruciatura interiore o isolamento.

3. Critica ai "Normali" (i Neurosenzati)

C'è una contrapposizione netta tra:

  • "Noi": I "pazienti bolliti misti", quelli che roteano nella propria "neurosfera" e inventano schemi veloci come la luce.

  • "Voi": I "neurosenzati", coloro che vedono in questo stile solo una malattia e non capiscono "una mazza".

4. Il Riferimento a Lucio Dalla

Il riferimento a Lucio Dalla (l'album Com'è profondo il mare del 1977 e il brano "Il cucciolo Alfredo" dove si cita il divano) non è casuale. Dalla è stato un maestro del linguaggio surreale e dell'uso di suoni onomatopeici. L'autore si identifica in quella figura: steso sul divano a generare "visioni magnificenti" che da fuori sembrano deliri, ma che dentro hanno una loro sintassi rivoluzionaria.

5. L'Utopia Politica e Sociale

Verso la fine, il testo vira sul concreto. L'insalata di parole non serve solo a se stessi, ma a immaginare:

  • Modelli economico-sociali alternativi.

  • Mondi possibili e utopie.

  • L'idea che questo "pensiero malato" sia in realtà un tentativo di rivoluzione per le generazioni future ("padre, figlia e spiriti tanti").


In sintesi

Il testo è un'apologia del pensiero divergente. L'autore ci sta dicendo: "Quello che voi chiamate delirio, per me è un linguaggio nuovo e accelerato, necessario per distruggere le vecchie strutture e sognare un mondo diverso mentre sono steso sul mio divano."

È un atto di ribellione intellettuale che chiede scusa per la sua incomprensibilità, ma ne rivendica la necessità vitale.

Nessun commento:

Posta un commento