2025 11 04 –Cybratto, the short chain coin.
Eravamo a 2025 10 31 - Il vero neuro binario.
Ispirato da Cybratto
2013 a dati dell’epoca.
Perché torna alla carica di soppiatto l’armata monetaria.
Stiamo preparando il contante
digitale dice Lagarde.
A battere moneta digitale sarà un mischione di sovrastati, stati
e privati.
Per gonfiare il mondo di moneta senza legami con la realtà.
La moneta poi gira e alimenta il circo fatto di carta.
Che funziona pure, fino a quando continua a vorticare.
Ma per natura umana lo fa in direzione apicale.
Verso chi accumula plusvalore in senso lato.
Sempre ad altri espropriato.
Ma c’è una soluzione data con l’avvento della rete.
È sintetizzata in
una moneta intelligente perché a catena corta.
Metti in contatto diretto le
famiglie con le società e con lo Stato.
Ed ecco che la moneta torna al suo ruolo di
mero strumento di scambio.
Unità di conto, e non entità autoreplicante.
Arriva il Cybratto di soppiatto tra cyber-baratto e cerbiatto.
Il sistema per la moneta a
catena corta.
Kalimmudda ipsum dixit
Cybratto, the universe coin
- La moneta sintesi dell’efficiente allocazione delle
risorse per la buona economia
Dopo le due sezioni a prevalente
carattere economico esposte ne :
- Il
MONDO DI CLO' : L'UOMO ECONOMICO, L'ECONOMIA PRATICA E LA REVOLUZIONE
PERENNE e,
- C’E'
SEMPRE UN’ALTRA VIA. VIAGGIO IN ALCUNI CONTI DI SISTEMA. PARTIRE CON I
MIGRANTI; APPRODARE OFF-SHORE
affrontiamo il tema della
moneta.
Ripetiamo ancora la definizione
di Wikipedia - Economia , il cui estratto recita come segue.
- Per economia - dal greco οἶκος (oikos), "casa"
inteso anche come "beni di famiglia", e νόμος (nomos),
"norma" o "legge" - si intende :
- sia l'organizzazione dell'utilizzo di risorse scarse
(limitate o finite) quando attuata al fine di soddisfare al meglio bisogni
individuali o collettivi,
- sia un sistema di interazioni che garantisce un tale tipo di
organizzazione (sistema detto anche sistema economico).
2.
I soggetti che
creano tali sistemi di organizzazione possono essere persone, organizzazioni o
istituzioni.
3.
Il sistema
economico, secondo la visione dell'economia di mercato nella moderna società
occidentale, è
- la rete di interdipendenze ed interconnessioni tra operatori
o soggetti economici,
- che svolgono le attività di produzione, consumo, scambio,
lavoro, risparmio e investimento,
- per soddisfare i bisogni individuali e realizzare il massimo
profitto,
- ottimizzando l'uso delle risorse, evitando sprechi e
aumentando la produttività individuale nonché attraverso la diminuzione
del costo del lavoro.
Risulta evidente che l’economia
non è danaro il quale è solo strumento di misurazione e mediazione delle
interconnessioni e interdipendenza proprie dell’economia stessa.
La moneta, quindi, è solo
lo strumento per misurare l’efficienza di allocazione di risorse in questa
interconnessione e interdipendenza.
La misurazione ha il fine ultimo
la verifica che ci si trovi nel campo della buona economia.
La possiamo immaginare, in un
futuro, come unità di energia trasformata o trasferita in ogni processo.
La chiameremo “Moneta Joule”
2.
Il demone
della finanziarizzazione dell’economia. Il sistema finanziario
E’ ormai diffusa la convinzione
che larga parte dei problemi del mondo in cui viviamo dipenda dalla
finanziarizzazione dell’economia e da sue devianze collegate.
Alcuni concetti sono oramai di
dominio pubblico.
Su tutti, ad esempio, è oramai
noto ai più che la ricchezza globalizzata è distribuita nel mondo molto male :
90% vs 10% ad esempio.
Ma ecco a cosa serve la seguente
esemplificazione sulla ricchezza delle famiglie italiane: quanta parte di
questa ricchezza mondiale è davvero ricchezza ? E quanta parte invece è solo
ricchezza da circolazione monetaria ?
In sintesi, come funziona questo
sistema finanziario ? Cosa contiene di vero ?
Le domande sono importanti,
perché sul tema veniamo spesso indotti in una sorte di soggezione e timore
reverenziali pensando che dietro a tanti paroloni ci sia chissà quale
sofisticata scienza esatta.
Massa monetaria, M1, M2, M3,
politiche monetarie, moltiplicatori e così via.
Addirittura negli ultimi anni è
stata innalzata anche una barriera linguistica adottando termini inglesi che
sembrano degli dei pagani per quanto vengono idolatrati : quantitative easing o
forward guidance (quest’ultima ad esempio è davvero incredibile: si tratta di
dare annunci sui trend futuri, e così facendo si indirizzano i mercati. Per le
società è penalmente vietato. Per una banca centrale è “alta finanza”).
Cercherò di fare un po’ di
chiarezza. Iniziando da un punto di base.
Come immette liquidità la BCE https://www.soldioggi.it/come-bce-immette-liquidita-4120.html
Come funziona la BCE? La Banca
Centrale Europea immette moneta nel sistema attraverso tre metodi principali:
1. Con Operazioni di mercato
aperto: ovvero acquisto/vendita di titoli statali
Se la Banca Centrale compra
titoli di stato da una banca ordinaria di uno Stato, in quello stesso Stato sta
emettendo moneta, poichè essa acquista i titoli, fornendo in cambio denaro alla
banca, che quindi avrà più moneta a disposizione da mettere in circolazione
(tramite prestiti, mutui, ecc.).
Se la Banca Centrale vende
titoli di Stato, al contrario, sta riducendo la quantità di moneta in
circolazione, poichè vendendoli, sta ricevendo in cambio denaro, sottraendolo
dalla moneta in circolazione.
2. Operazioni su iniziativa
delle controparti: si tratta di depositi o prestiti overnight (che durano
quindi dal pomeriggio al mattino del giorno dopo) dalla BCE alle banche, per la
gestione giornaliera della liquidità.
3. La riserva obbligatoria,
ovvero la percentuale di denaro che ogni banca deve obbligatoriamente
depositare presso la BCE. Tale percentuale é attualmente al 2%. Se la BCE
decide di aumentare questa percentuale sottrae liquidità al sistema, se la
riduce, crea moneta.
Quando si dice che una banca
centrale sta “emettendo moneta” vuol dire un banale movimento contabile.
Dare Avere
Titoli a Moneta
Per immettere soldi nel sistema,
una banca compera titoli sul mercato secondario che diventano un suo asset, una
attività, e li paga “stampando moneta” che può essere moneta o debito. Per
semplificare diciamo “banconote” le quali sono quindi a tutti gli
effetti un debito che la banca centrale ha verso il resto sistema, al
quale arrivano le “banconote” tramite le banche ordinarie con le quali la banca
centrale ha fatto l’operazione originaria. Io ti compro un titolo e in cambio
ti do carta, “note”
L'acquisto di titoli viene
registrato in dare di una voce dello stato patrimoniale della banca centrale,
mentre in avere di una voce allo stato patrimoniale si registra il debito nei
confronti del venditore, la banca ordinaria.
Una carta in apparenza come
quella dei banchieri fiorentini del 1.300: dopo 700 anni nessuno sembra avere
inventato niente di nuovo.
Ma non è così. Alcune invenzioni
ci sono state (rinvio al paragrafo “La moneta non serve più”) . Oggi infatti le
banconote sono debiti senza alcuna garanzia, perché non sono più legati
all’oro. Se li chiedo indietro, non ci saranno a disposizione i 10 grammi d’oro
equivalenti.
E quindi nessuno ha la garanzia
che la banca centrale abbia stampato carta tenendosi di scorta un “equivalente
oro” per ogni evenienza, non ultimo quello di dovere rimborsare il debito.
L’unica garanzia è la
credibilità della banca. O del paese se parliamo di banca centrale.
Questo è il principio che tanti
(me compreso) contestano alla moneta così come la conosciamo oggi: non ha
nessun legame con nessuna realtà.
Già qui, con le poche precedenti
osservazioni, si dovrebbe aprire a tutti un mondo, articolato in alcuni punti.
- La moneta è un debito
La moneta è un debito ? Ma
come: tutti la vogliono per sentirsi ricchi e quella invece è un debito?
Questa si che è apocalisse, rivelazione. Se uno ha tanti soldi è perché si
porta in tasca tanti debiti, senza nessuna garanzia reale, e sono debiti che
tra l’altro non ha nemmeno fatto lui! Nemmeno la soddisfazione di lasciare “i
buffi” a qualcun altro. Solo il ruolo sociale di mulo da som(m)a monetaria.
2.
La moneta è solo
un movimento contabile
La moneta è solo un movimento
contabile nei bilanci delle banche centrali e poi di altri soggetti! Quello
delle banche centrali è solo il primo di una catena progressiva di movimenti
che di passaggio in passaggio la fanno rotolare da un utente a un altro
determinando quello che infine pensiamo di conoscere e che tutti ci riguarda:
il sistema finanziario. Lo stercorario finanziario. http://it.wikipedia.org/wiki/Scarabeo_stercorario. Più “rotolate” fa, più diventa grande. Ma sempre di
sterco parliamo. Ricordate “lo sterco del diavolo”?
3.
Il sistema
finanziario ha un bilancio
Ma se la moneta è un movimento
contabile, allora esisterà da qualche parte un sistema contabile in cui essa si
muove e che dovrà per forza di cose essere rappresentato in partita
doppia.
Ma vuoi vedere che tutti quei
paroloni alla fine sono riconducibili ad un taumaturgo principio di base fatto
di dare e avere ? Vuoi vedere che si capisce che cosa vogliono dire ?
4.
La partita doppia
chiarisce tutto
La partita doppia : bisognerebbe
farle un monumento. Invenzione geniale. Chiarisce sempre tutto. Di seguito
vedremo.
5.
La moneta non
esiste
In realtà è proprio tutto il
sistema finanziario che non esiste. E’ un’illusione ottica. Almeno nel senso
che segue.
Una volta capito che il sistema
finanziario viaggia in partita doppia, si può comodamente farne un bilancio. O
per tutto il sistema o per classi di soggetti finanziari.
Ma il punto fondamentale è che
alla fine, il totale di tutti i dare e quello di tutti gli avere, risulterà
uguale.
E questo è inquietante. Perché
qualsiasi azienda può essere valutata in primo luogo “a patrimonio netto” : la
differenza tra attività e passività.
Nel caso del sistema finanziario
italiano (e di tutti gli altri), invece, vedremo che attivo e passivo sono pari
a 14.397 miliardi, n volte il PIL e il debito pubblico.
E di questi, solo 75 sono fatti
di qualcosa di reale: Oro e Cdp (….). Lo 0,5%. Addirittura meno della riserva
frazionaria minima bancaria del 2%, proprio perché il sistema finanziario non è
fatto solo da banche.
Sul sistema finanziario vale la
pena di soffermarsi un po’.
La tabella che segue si può
leggere in verticale (per aggregati di soggetti), o in orizzontale (per tipo di
strumento finanziario). E’ riferita ai dati 2013, ma la struttura è sempre
quella.
----------
In verticale.
Società non finanziarie (col.
1 e 2): sono tutte le società operative.
Dare : 1.571 mld. Avere : -3.562 mld. Netto 2.000 miliardi. Sono debitrici
nette, di cui 371 prestiti a breve, 753 prestiti a lungo, e 1.591 per azioni.
Istituzioni finanziarie
monetarie (col. 3 e 4): il sistema
finanziario e bancario. Dare : 4.314 mld. Avere : -4.082 mld. Netto 200 mld :
sono creditrici nette, ma di poco. E’ qui il giro del fumo. Dare circa. 850 mld
di depositi attivi e moneta + 1.100 di titoli a lungo + 620 di prestiti a breve
+ 1.300 di prestiti a lungo + 200 di azioni – 1.275 di moneta e -1.578 di
depositi passivi (di altri) – 886 di titoli di altri – 170 di azioni di
terzi.
Altri intermediari finanziari
(col. 5 e 6) : sistema finanziario e
bancario. Dare : 848 mld. Avere : 733 mld . Netto circa 100 mld. 200 mld circa
di cassa e depositi presso terzi + 121 mld di titoli in portafoglio. + 221 di
prestiti a m/l a terzi + 250 mld di azioni e quote di fondi - 217 di
titoli di terzi -280 di prestiti assunti a breve e m/l – 230 di azioni e fondi
di terzi.
Ausiliari finanziari (col. 7
e 8) : depositi e titoli per 205 mld in
dare – 80 mld di prestiti assunti.
Assicurazioni e fondi
pensione (col 9 e 10) : Dare 668 mld di
cui 427 titoli a m/l, 94 azioni e 91 fondi. Passività : 617 mld di riserve e 60
mld di azioni. Sono a rischio per la consistenza vs i clienti.
Amministrazioni centrali (col
11 e 12) : Debitori per 230 mld di
moneta e depositi e 2.000 di titoli vari. In Dare 300 mld di prestiti e
depositi. Il netto è il debito pubblico.
Amministrazioni locali (col
13 e 14) : netto avere di 150 mld. Sono
debiti a m/l per lo più, parte del debito pubblico allargato.
Enti previdenziali e
assicurativi (col 15 e 16) : netto dare
di 90 mld. Sono depositi attivi per lo più.
Famiglie e enti no prof. per
famiglie (col 17 e 18): Dare 3.897 mld e
aver 921 mld. Sono i finanziatori principali del sistema. 1.300 mld di moneta e
depositi + 614 di titoli di stato + 916 di azioni +300 di fondi +700 di riserve
delle assicurazioni e + 100 di altri. Al passivo, 690 mld di prestiti + 186 di
altri debiti.
Resto del mondo (col 19 e 20) : dare 2.360 mld, avere 1.906 mld. E’ creditore per 500
mld di moneta e depositi + 1.000 di titoli pubblici + 200 di altri prestiti +
400 di partecipazioni. Le passività sono per 400 di titoli, 200 di prestiti 800
di azioni e fondi.
--------
In orizzontale
Oro : in attivo tra le banche, in passivo con il resto del
mondo.
Moneta : 1.275+150+130 a debito delle banche e amministrazioni
centrali. A credito (utilizzate) per 252 dalle società non finanziarie, 252 da
altre istituzioni monetarie finanziarie, 687 dalle famiglie e 269 da resto del
mondo.
Altri depositi : 1.578 +80 a debito delle banche e amministrazioni
centrali. A credito (utilizzate) da altri intermediari per 161, ausiliari
finanziari per 122, famiglie per 517, resto del mondo per 252.
Titoli a m/l (quelli a breve sono quasi zero) : a debito di 140 per
le società non finanziarie (obbligazioni?) 886 per banche e simili, 217 altre
finanziarie, 1.668 Stato e 394 mondo (obbligazioni). A credito (comprate) per
1.086 da banche, 121 da altre finanziarie, 427 assicurazioni e fondi pensione,
614 famiglie e 907 resto del mondo.
Derivati : curiosamente sono di importo relativamente modesto.
Possibile che ve ne siano off-shore.
Prestiti a breve: sono indebitate, in avere, le società per 371 mld, le
altre finanziarie per 149, gli ausiliari per 75, le famiglie per 59, e l’estero
per 118. Prestano i soldi le banche e finanziarie per 619+34, il mondo per 89.
Prestiti a medio lungo : sono indebitate le società per 753, le finanziarie per
128+53, le amministrazioni centrali e locali per 94+105, le famiglie per 639,
il mondo per 91. Prestano i soldi le banche e finanziarie per 1.321+221, le
amministrazioni centrali per 110, il resto del mondo per 185.
Azioni : sono emesse da residenti per lo più. 1.591 dalle
società, 170 dalle finanziarie e 485 dal resto del mondo. Sono comprate per 509
dalle società, 209+111 dalle finanziarie, 94 da assicurazioni e fondi pensione,
105 dallo Stato, 916 dalle famiglie e 395 dal mondo.
Quote di fondi comuni : i debitori (gli emittenti) sono finanziarie per 193 e
mondo per 364 (i fondi sono quasi tutti all’estero per esigenze di evasione e
assenza di controlli). Li detengono le finanziarie per 140 e le famiglie per
308).
Riserve tecniche di
assicurazione : sono 700 miliardi di
debito da parte di società e assicurazioni o fondi pensione. I creditori sono
le famiglie per 700 miliardi.
Altre voci : il grosso (632 mld Dare e 563 Avere) sono crediti e
debiti da rapporti commerciali tra società, e altre voci tra famiglie.
-------
Da tutta questa esposizione cosa
è che balza all’occhio ?
Quello che è sintetizzato nelle
due righe rosse finali della tabella e che riassumo di seguito.
Tutta la struttura finanziaria
nazionale può essere riassunta come segue.
- Le famiglie sono prestatrici nette (o finanziatrici) di 2.976
miliardi, che poi sono quelli conteggiati nelle tabelle comuni
rappresentative della loro ricchezza.
- Le società non finanziarie, quelle operative o commerciali,
sono debitrici di 1.991 miliardi.
- Lo stato, tra amministrazioni centrali e locali, è debitore
di 2.100 miliardi al netto delle riserve.
- In mezzo ci sono tutta una serie di realtà finanziarie o
simili aggregate in varie classi, che vivono della segmentazione esistente
tra le prime tre.
- Il trasferimento in andata o ritorno tra queste classi
avviene con la moneta. Bancaria e non solo cartacea, la quale diventa
presupposto di esistenza della casta bancaria, proprio perché si
moltiplica da sola.
3.
In
sintesi: moneta a catena corta
Se si potessero mettere in
contatto diretto le famiglie con le società e con lo Stato, ecco che la moneta
ritornerebbe al suo ruolo di mero strumento di scambio, unità di conto, e non
di entità autoreplicante.
Perché il problema dei passaggi
tra aggregati è che ogni volta, ad ogni passaggio, contabilizzo lo stesso
importo sia in dare che in avere.
E’ con questo meccanismo che il
settore arriva a valere più volte il PIL complessivo. Se invece conto solo il
PIL del settore finanziario, questo valeva 270 miliardi/anno e questi 270 mld
“poggiano” su circa metà del valore dell’intero settore finanziario: su 6/7.000
miliardi di attività e passività.
Possiamo dirlo: il castello di
carte non è nemmeno un investimento ben produttivo. Con la metà dei soldi
totali (7.000/14.000) faccio girare soltanto un quinto del PIL.
Ma questo dipende anche dal
fatto che sono sempre gli stessi soldi che girano. O meglio che rimbalzano.
Un po’ come se due società si
fatturassero reciprocamente lo stesso importo 10 volte avanti e indietro.
Così facendo mica creano
ricchezza. Fanno solo “ammujna”http://it.wikipedia.org/wiki/Facite_ammuina .
E comunque per queste due
società commerciali sarebbe un reato penale.
Per uno Stato o sistema o banca
centrale invece è “alta finanza, se non politica monetaria”.
Tanto è noto e vero che si parla
di moltiplicatore monetario (paragrafo più avanti).
4.
La moneta
che conosciamo non serve più. Il Dio danaro è morto.
Dopo secoli di onorato servizio
la moneta non serve più. Il Dio danaro è morto.
Quanto espresso sopra, in
particolare nei punti da 1 a 4 sulla struttura finanziaria è un fatto
noto.
Quello che non è noto ai più,
invece, è che la moneta che conosciamo oggi non serve più.
Non è, in potenza, più
indispensabile. Già oggi.
Anche prima di arrivare allo
scambio di psicoquanti della civiltà dell’intelletto (Ramadan
e Fioretti. Psichiatria quantica, ricomposizione di opposti, new economy,
speranza e civiltà dell’intelletto), esiste già
una buona approssimazione.
E di conseguenza si può anche
pensare di vivere senza le banche, almeno in buona parte. O almeno in
transizione.
Ciò è invece ben noto agli
appartenenti alla casta, che fanno di tutto per nasconderlo ai più.
Aveva ragione Adam Smith.
Qualcosa di invisibile che
facesse allocare le risorse c’era davvero.
Ma non era la mano.
Era il Cybratto.
Già tempo fa scrissi su di una
teorica Rivoluzione meridionale il cui fulcro era l’appropriazione dei fattori
produttivi, tra cui il fattore “denaro” . “Banche occupate, sportelli
espropriati, moneta requisita”, era uno degli slogan immaginati. Le
Clofrenì (Les Claufrenies). Tra Polare e Tripolare
.
Anche se in realtà la moneta, o
denaro che dir si voglia, è diventato una adulterazione del concetto originario
di capitale familiare per tanti.
Si: oggi tra capitale e moneta
passa la stessa differenza che passa tra uova e maionese, tra latte e panna
montata, e così via. Ai primi posso associare i concetti di dinamica dominante,
di idea assoluta, di materia prima indispensabile, di principio di base. Ai
secondi, quello di derivato immateriale, di aria fritta.
Allora, se non fosse chiaro, il
concetto susseguente a quello di guerra come descritta nel “breviario” Breviario
di guerra, è quello di rivoluzione.
In tanti la vorrebbero, pensando
a quanto segue.
Allo sfascio dovuto all’hard
crashing dovrà seguire una ricostruzione del sistema, depurato dalle sue
manifestazioni deteriori che proprio perché infondate si saranno sgonfiate da
sole, impazzite come la maionese in odore di mestruo.
Tra queste, in primis il sistema
finanziario che nel caso Italia pesava per 270 miliardi di PIL, e si
ritroverebbe praticamente “atterrato”.
Insomma: se rivoluzione deve
essere, allora si dovrebbe fare in modo che non sia la prima rivoluzione “no
profit” della storia. O almeno che non sia come tante delle altre. Che non
paghino sempre i soliti. Che non paghino sempre i poveri.
Questa proprio non la
digerirei.
Quindi, se proprio si deve
rivoluzionare, prima di tutto io vorrei sapere dove sta “il grano”.
E anche che cosa sia questo
“grano” nella realtà.
Perché quella che spero potrebbe
essere l’ultima rivoluzione della storia, almeno sia fatta una volta per tutte
e a dovere. Proprio perché guerre e rivoluzioni fanno male, almeno che ne valga
la pena.
Insomma: fuori i soldi, così li
ridistribuiamo e li inventiamo migliori.
Anche se tutto quanto sopra non
vuol necessariamente dire una sanguinosa rivoluzione come quelle viste in
passato, di sicuro dovrà essere l’occasione per contemplare una doverosa nuova,
equa, concezione monetaria del mondo oltre, naturalmente, ad una congrua
redistribuzione di ricchezza.
Messa così sarebbe una nuova
visione comune che infine si palesi e ci pervada, diventando rivelazione,
apocalisse, monetaria.
La moneta che conosciamo oggi,
con cui viviamo, ha fallito. Non funziona.
E quindi bisogna necessariamente
passare oltre.
Dopo secoli di onorato servizio
la moneta non serve più.
Il Dio danaro è morto.
5.
Neo
relativismo monetario
A prescindere dalle preferenze
personali credo che risulti chiaro a tutti quale sia lo spirito che ci ha
portato dove siamo oggi.
Comunque questa è una situazione
da cui non si esce con qualche piccolo aggiustamento.
Siamo arrivati al punto in cui
ci si deve inventare una nuova Bretton Woods, che sia sensata e duratura.
Secondo me si deve invertire il
paradigma monetarista.
La domanda da porsi, quindi, è :
“quanta moneta serve per fare girare una economia?”
Ovviamente se adotto un
approccio “demand-driven” la risposta è che ogni volta che un soggetto vuole
comprare 1 euro di qualcosa, gli serve 1 euro per pagare.
E se la banca centrale potesse stamparglielo
istantaneamente on demand avremmo trovato la chiave per seppellire
definitivamente il Dio danaro di oggi.
E con lui, seppelliremmo anche
l’approccio di “moneta dal lato dell’offerta” .
Avremmo messo un primo piede nel
regno della Domanda : quello dove si compra una cosa perché serve e non perché
me la “offrono”.
Tutto qua.
Vicini alla civiltà
dell’intelletto.
Un limite a questo ragionamento
in passato è sempre stato quello della velocità di circolazione della moneta
http://it.wikipedia.org/Velocità
di circolazione della moneta
La velocità di circolazione
della moneta è la frequenza media con cui un'unità di moneta è spesa in uno
specifico periodo di tempo. Tale concetto mette in relazione :
- le dimensioni dell'attività economica con
- una data offerta di moneta.
E’ una delle variabili che
determinano l'inflazione.
Se, per esempio, in un'economia
molto piccola, in cui ci sono solo 50 euro in tutto, un contadino (dotazione
iniziale: 10 euro) e un meccanico (dotazione iniziale: 40 euro) acquistano, nel
corso di un anno, merci e servizi l'uno dall'altro nelle tre seguenti
transazioni:
• il meccanico compra grano dal contadino per 40 euro;
• il contadino spende 50 euro per far riparare il trattore
dal meccanico;
• il meccanico acquista un gatto dal contadino per 10 euro;
allora 100 euro hanno cambiato
mano nel corso dell'anno, sebbene ci siano solamente 50 euro in questo piccolo
sistema economico.
Questo livello di 100 euro è
possibile poiché ciascun euro è stato speso in media due volte nell'anno; ciò
equivale a dire che la velocità della moneta è stata pari a 2/anno
Cosa è che cambia, oggi secondo
me ?
Cambia che c’è internet che
viaggia alla velocità della luce.
E’ per questo che parlo di
relativismo monetario.
Alla velocità della luce 1
euro diventa ubiquo.
E l’esempio della microeconomia
di cui sopra può replicarsi n volte fino ad una dimensione globale, senza
che la moneta debba realmente circolare e quindi senza creare l’inflazione
che deriverebbe dal fatto di avere una domanda ripetuta tante volte, ma in
realtà fondata sempre sulla base monetaria di partenza.
Il dato di fatto è che la
questione della velocità di circolazione della moneta non esiste più.
Ogni euro è potenzialmente qui e
altrove.
Alcune configurazioni esistono
già, ma sono frazionate e mantenute di nicchia.
Ad esempio, se A, ha bisogno di
1 euro in prestito, ci sarà un B istantaneamente connesso che potrà
prestarglielo. Ricordate il social lending
Ne parliamo più avanti, ma
sintetizzando: se viaggia alla velocità della luce, l’informazione che A ha
soldi da prestare è disponibile live, ed ecco che crolla l’esigenza delle
partite di giro dei debiti e crediti reiterati viste nei paragrafi sulla struttura
del sistema finanziario e sul moltiplicatore monetario.
Non è più necessario che A
depositi i soldi in banca e poi chi vuole un prestito (B) vada nella stessa
banca che lo finanzi.
A può prestare i soldi a B
direttamente, saltando i passaggi e quindi evitando la moltiplicazione
monetaria.
Ma non solo: anche per le
transazioni ordinarie, quelle di acquisto e vendita per capirsi e non solo
quelle “finanziarie”, i passaggi sarebbero istantanei e la moneta in circolo
potrebbe essere di pari valore di quello dell’economia reale.
6.
Le
centrali di compensazione
Si deve immaginare che al centro
del nuovo sistema ci sia una o più “centrali di compensazione”
specifiche, che “nettino” i saldi tra più piattaforme, ognuna delle quali
rappresenti uno strumento per una tipologia di transazione reale.
O qualcosa del genere.
Di seguito ho ipotizzato e
identificato 4 di queste piattaforme reali che idealmente coprono buona parte
dell’insieme della attività economiche e finanziarie di base necessarie.
Il concetto di fondo è che la
centrale compensa ogni euro in dare con ogni euro in avere, e in sintesi può
arrivare a definire una sorta di valore istantaneo dell’intero sistema : il suo
controvalore di cassa.
La centrale di compensazione
potrebbe funzionaresugli stessi principi e circuiti di quelle attuali:
http://it.wikipedia.org/wiki/Compensazione
La compensazione (in inglese
clearing) è un meccanismo che permette alle banche e alle istituzioni
finanziarie membri di una camera di compensazione di regolare tra loro i
rapporti di dare e avere generati da transazioni finanziarie effettuate sui
mercati o di scambio di assegni o denaro tra banche.
Una transazione si realizza
mediante l'acquisto di una parte e la vendita di una controparte generando un
debitore e un creditore.
La compensazione si realizza
aggregando tutte le posizioni di acquisto e di vendita avvenute su un prodotto
o titolo detenuto da ciascuna delle due parti e calcolando il saldo netto che
ogni parte deve dare o prendere, cercando di minimizzare lo scambio finale
di denaro o beni.
Una volta lo scambio avveniva
fisicamente in una stanza o camera convenuta: la camera di compensazione.
Oggi il tutto avviene in
modalità informatica. Lo scambio comunque non avviene direttamente tra le due
parti ma tramite l'ente che gestisce la camera e quindi si pone a garanzia
della transazione, assumendosi il rischio di insolvenza.
Per la massa di capitali
movimentati annualmente, le principali stanze di compensazione sono Clearstream
ed Euroclear (e la loro controllata SWIFT – ricordate le dichiarazioni della
Russia di cui al breviario di guerra ), società di diritto privato (non
di natura bancaria), con sede legale nel Lussemburgo.
A queste si aggiunge per le
transazioni in medio-oriente la Asian Clearing Union, nata nel 1974 a Teheran.
7.
Meccanismo
della compensazione
Di seguito un esempio
semplificato di compensazione su di un bonifico:
La banca A deve trasferire x €
dal conto di Alice al conto di Bob presso la banca B attraverso la camera di
compensazione C.
- A contatta C e gli chiede di trasferire x € verso il conto di
Bob presso B.
- C contatta B per sapere se la transazione è possibile, dopo
aver verificato la disponibilità sul conto in A.
- C addebita x € sul conto di A e accredita x € sul conto di B
e conferma ad A e B la realizzata transazione.
- A addebita x € sul conto di Alice.
- B accredita x € sul conto di Bob.
Quindi la camera di
compensazione si comporta come una meta-banca degli organismi finanziari.
Per i titoli finanziari il
meccanismo è identico, avendo i titoli al posto del denaro.
Di seguito si vedrà perché serve
questa breve sintesi sulle centrali di compensazione attuali.
8.
Que viva
el Cybratto
Mi piace chiamarlo così: tra
cyber-baratto e cerbiatto. Di per sé immagine di innocenza e non più di demone.
Il principio è molto
semplice.
E’ moneta dal basso.
Come ho detto in precedenza ogni
volta che un soggetto vuole comprare 1 euro di qualcosa, gli serve 1 euro per
pagare e la banca centrale lo può “stampare” istantaneamente on demand.
Ovvero li ha già messi a
disposizione, nell’ipotesi di cui al paragrafo “Dotazione iniziale”.
Ma sintetizzando, entrerà in
circolo solo la moneta indispensabile.
Bisogna fare attenzione: non è
uno strumento di pagamento on-line quello che ho in mente.
Non è Pay-pal, che alla fine si
traduce in un flusso verso e dai circuiti interbancari delle carte di credito.http://it.wikipedia.org/wiki/PayPal. Pay-Pal potrebbe essere solo un veicolo anche per
Cybratto.
E’ piuttosto una sorta di moneta
universale, che nasce nelle attività reali e si riassume in centrale di
compensazione in base all’incrocio tra:
- Domanda di beni e servizi
- Offerta di beni e servizi
- Domanda di capitale
- Offerta di capitale
In tale modo si determina una
sorta di valore dell’economia globale (o di una locale pilota)
costantemente aggiornato e quindi un valore unitario di una moneta globale
riportato su base del singolo individuo.
Il quale valore unitario
nascerebbe dal valore globale dell’economia / 8 miliardi di persone.
Sono sicuro che qualcuno ci ha
già pensato, di monete alternative o cyber o elettroniche ce ne sono davvero un
sacco. Centinaia, forse migliaia.
Ma secondo me, di seguito c’è
qualche accessorio in più. E se invece non fosse una novità ed esistesse già,
tanto meglio.
Penso infatti ad un nuovo
innesto: la cyberpartitadoppia unipersonale.
Qualcosa del tipo che ogni
soggetto, persona fisica, giuridica o stato venga “valutato” live e on-line in
base al suo stato patrimoniale e conto economico, i quali sono a loro volta
riassumibili nella cassa finale, che in un mondo senza crediti e debiti sarà di
valore pari al patrimonio netto.
In questo modo ciascuno diventa,
quindi, una componente di base della massa monetaria collettiva.
Per capirci qualcosa bisogna
iniziare con le cose semplici.
Immaginate 4 categorie di base
tipiche di transazioni reali finanziarie, più una quinta transazione che è la
dotazione iniziale.
- Vendere beni, servizi o lavoro e conseguente incasso.
- Acquistare beni, servizi o lavoro e conseguente pagamento.
- Prendere a prestito soldi per investimenti (quindi non
indebitarsi per i consumi).
- Raccogliere soldi per investimenti, cioè per acquisto di beni
durevoli ad utilità pluriennale.
- Creare una dotazione iniziale di moneta.
La transazione 5 la lasciamo per
dopo, al paragrafo dotazione iniziale.
Devo osservare che negli ultimi
tempi non ho seguito a pieno il settore web, per cui mi sarò sicuramente perso
delle evoluzioni importanti, ma lo scopo di questo scritto è trarre e offrire
spunti.
Di tecnici molto più esperti di
me è pieno.
Qui di seguito immagino
l’utilizzo delle seguenti piattaforme già esistenti o no, per i 4 punti di cui
sopra. Ma potrebbero essere altre.
E’ l’incrocio di tutte e 4 su
di un'unica piattaforma compensativa (si
veda quanto già al punto “compensazione) che consente di dare una buona
approssimazione di un intero sistema finanziario e monetario.
- Modello Offerta. Ebay: la conosciamo tutti. EBay è una
piattaforma web (marketplace), di fatto molto simile ad un sito di
e-commerce, che offre ai propri utenti la possibilità di vendere e
comprare oggetti sia nuovi sia usati, in qualsiasi momento, da qualunque
postazione Internet e con diverse modalità, incluse le vendite a prezzo
fisso e a prezzo dinamico, comunemente definite come "aste
online". http://it.wikipedia.org/wiki/EBay
- Modello Domanda. Aipei : la avevo immaginata io nel
2010. Aipei era l’italianizzato di IPay. Non so se nel frattempo è stata
copiata. Di sicuro so che se cerco Ipay sul web spuntano un sacco di link.
Comunque era un marketplace dove si offrivano soldi per acquisti: “ho 1
euro, chi mi vende 2 o + kg di pasta?”. In qualche modo assomigliava a
quei siti che offrono il confronto tra polizze assicurative, con la
differenza che non era monosettore e che si concludeva la transazione con
l’acquisto on line. Si immagini più in dettaglio: “ho 50 euro e voglio
fare la spesa di una settimana per 3 persone. Chi mi da più cibo ?”
- Modello Prestiti. Social-lending: Questa forma di
prestito è riconducibile ai prestiti personali non finalizzati, una delle
tipologie più utilizzate di credito al consumo che, in quanto tali, non
prevedono garanzie a protezione del prestatore contro il rischio di
default. Con il social lending, chi presta denaro e chi lo riceve
mediamente percepisce o paga una quota di interessi più favorevole
rispetto a quella proposta dalle istituzioni finanziarie tradizionali. Ciò
è possibile perché i costi di intermediazione sono ridotti, in quanto il
prestatore e il richiedente (il contraente del prestito) vengono messi in
relazione diretta e le aziende intermediarie, operando su web con servizi
altamente automatizzati, hanno costi ridotti.http://it.wikipedia.org/wiki/Social_lending
- Modello Investimenti. Crowdfunding Il crowdfunding
(dall'inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento
collettivo in italiano, è un processo collaborativo di un gruppo di
persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi
di persone e organizzazioni. È una pratica di micro-finanziamento dal
basso che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine
dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto. Il
crowdfunding si può riferire a iniziative di qualsiasi genere, dall'aiuto
in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all'arte e ai beni
culturali, al giornalismo partecipativo, fino all'imprenditoria innovativa
e alla ricerca scientifica. Il crowdfunding è spesso utilizzato per
promuovere l'innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere
tradizionali dell'investimento finanziario. Negli ultimi anni, sempre più
spesso è stato invocato come una sorta di panacea per tutti i mali e
un'ancora di salvezza per le economie colpite dalla crisi finanziaria.[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdfunding
9.
Cyber
Mercato fisico
Il punto è che se incrocio Ebay
con Aipei ottengo il mercato dei beni perfetto: capace di matchare la Domanda
di beni imponendo un prezzo massimo dal lato compratore (quindi sarebbe una
domanda non inflazionista, o inflazionista quanto sostenibile) con l’offerta al
prezzo massimo ricavabile da parte dell’Offerta tra i vari componenti della
Domanda aggregata.
Ogni volta che si chiude una
transazione, si generano un dare e un avere dei due soggetti, che vanno ad
aggiornare i relativi Cyber-bilanci uni personali.
Alcuni problemi potrebbero
essere:
- le capacità fisiche di calcolo, data l’aggregazione di molti
soggetti
- il costante aggiustamento del prezzo del bene in oggetto.
- la localizzazione geografica efficiente, o più semplicemente:
dove c’è domanda e dove c’è offerta e quel prezzo sub.1 fino a dove è
valido ?
10.
Cyber
Mercato finanziario
Social lending e crowd funding
invece sono abbastanza auto esplicativi.
Servirebbero per i punti 3 e 4 :
prestiti e investimenti.
E sarebbero particolarmente
indicati per operazioni di microcredito o microequity, proprio per il
piccolo taglio delle operazioni di questi ultimi.
Forse sarebbe impensabile
finanziare la TAV a botte di pochi euro per volta.
Almeno per ora.
Finche’ l’informazione non sarà
pervasiva e la conoscenza di tutti, come dovrà essere nella Civiltà
dell’Intelletto.
O forse sarebbe impossibile
proprio perché “il mercato”, somma di soggetti aventi tutta la conoscenza delle
informazioni rilevanti, si accorgerebbe di una eventuale intrinseca
inutilità
Io personalmente anni fa mi ero
molto appassionato alla storia di Zopa, talmente geniale che in Italia la
chiusero.
11.
Dotazione
iniziale
Sulla 5a transazione bisogna
osservare che se si vuole convertire l’attuale sistema finanziario in maniera
veloce, non si può immaginare di aspettare anni per avere la dotazione iniziale
nata dal basso.
In particolare, quanto tempo ci
vorrebbe perché un risparmiatore che guadagni 1.000 euro al mese, accumuli
abbastanza capitale (risparmio) per potere finanziare 25.000 euro di macchinari
di un artigiano ?
Ecco che allora bisogna
immaginare una dotazione iniziale.
In questo modo il sistema
funzionerebbe a pieno regime da subito.
Un esempio di cyber monetazione
piuttosto noto è Bitcoin .
Ma Bitcoin è comunque una moneta
dal lato offerta, almeno per quanto risulta dal concetto di mining, con
il quale semina o inietta moneta periodicamente nel sistema.
Anche se utilizzata per economie
illegali e sommerse varie, è comunque una bella invenzione, uno strumento.
Un ‘opzione per me suggestiva è
quella di dedicare una bella fetta della patrimoniale nascosta nelle cassaforti
offshore, che ritengo esigenza imprescindibile, ad una vera bit monetazione di
sistema parallela.
Banca d’Italia potrebbe dedicare
1.000 miliardi di riserva equivalente recuperata off-shore già certificata a
fair-value, da mettere a disposizione di un nuovo mercato monetario italiano.
12.
Liberi
battitori di moneta
Tornando a riprendere dalla fine
del paragrafo “Dotazione iniziale”, osservo quanto segue.
1.000 miliardi sono 16.666 euro
a testa, che potrebbero essere messi a disposizione di ogni italiano
gratuitamente(circa 50.000 a famiglia).
Ognuno diventerebbe quindi una
piccola banca, in qualche modo un “libero battitore di moneta”, perché starà
comunque a lui decidere se prestare oppure no e a chi.
Ma potrà anche decidere se
spendersi o no la dotazione iniziale, nel qual caso i soldi arriveranno prima o
poi a qualcuno che invece li risparmia fino a che non sa cosa farsene del
risparmi e allora li presta a qualcun’altro.
Ma secondo me è improbabile che
tutti “corrano ai consumi” dopo un biblico “crashcrunch” e relativa
rivoluzione.
Diamo per scontato che il
livello di consapevolezza sia cresciuto e tanti, se non tutti, vorranno
impiegare la dotazione in maniera utile e redditizia.
Tenerla in conto Cybratto,
infatti, non sarà efficiente perché non esisteranno tassi di interesse, e
quindi i 16,666 non renderanno nulla.
A quel punto interverrebbe il
circuito Cybratto che sarebbe quindi già capace di aggregare prestatori e
investitori su importi tangibili.
Mentre il lato “cyber mercato
fisico” funzionerebbe già comunque per i piccoli importi.
13.
La
centrale di compensazione tra piattaforme
Nei paragrafi precedenti
ho ipotizzato e identificato 4 piattaforme reali che idealmente coprono buona
parte dell’insieme della attività economiche e finanziarie di base.
In mezzo a queste, c’è la
centrale di compensazione.
In ogni istante la piattaforma
di compensazione saprà dirmi :
- dove e per che beni c’è domanda inevasa.
- Dove e per che beni c’è offerta invenduta.
- Dove ci sono saldi di cassa (risparmio) a disposizione per
prestiti.
- Dove ci sono richieste di finanziamento e per che
investimenti.
Risulterà chiaro, che in questo
sistema elettronico non c’è bisogno della centrale di compensazione che
conosciamo oggi, perché ogni transazione è pagata on-line e quindi non lascia
dietro di sé’ ne crediti ne debiti.
La centrale, invece, deve
rendere possibile il “match”:
- tra domanda e offerta di beni e servizi.
- tra domanda e offerta di prestiti e investimenti.
In pratica, deve svolgere la funzione
di allocazione delle risorse, che è il mestiere mediatore proprio della
moneta, il più efficientemente possibile.
E deve “controllare” le
transazioni evase e quelle inevase sulle singole piattaforme.
La sintesi di questo lavoro,
sarà quella di nettare ogni Dare e Avere e creare una istantanea fotografia
del sistema, di cosa eventualmente “aggiustare” ed infine di dove sta “il
grano”.
Sarà una costante fotografia,
si.
Ma questa volta, la fotografia
non ruberà l’anima.
Sarà l’anima.
14.
Il
bilancio uni personale
Per potere essere “affidatari”
dei 16.666 euro di dotazione iniziale bisogna solo dare l’ok a farsi fare il
bilancio uni personale da caricare nella “centrale di compensazione partita
doppia”.
E qua interverrà il legislatore:
“te li devi prendere, non puoi dire di no”.
Ma devi dirci chi sei e come è
il tuo bilancio unipersonale.
In pratica devi essere
trasparentemente valutabile da chiunque, un po’ come i feedback di Ebay, ma in
termini quantitativi oggettivi.
Sarà da valutare se inserire
anche gli immobili in questi bilanci uni personali.
In ogni caso sono già censiti
nei vari Catasti per cui sono già visibili.
Io penso che vadano considerati,
anche se non sono vera ricchezza liquida, e ciò per un motivo semplice.
Nel tempo, Cybratto
contabilizzerà un accumulo del risparmio ed è verosimile che chi lo accumula
voglia anche comperarsi una casa, non solo finanziare imprese.
A quel punto se io travaso
moneta dal conto “cassa” al conto “case”, quest’ultimo non può essere
“fuori sistema” altrimenti provoco un crollo immediato, una svalutazione, della
mia Cybermoneta.
Il singolo bilancio viene poi
risucchiato nel consolidato di sistema istantaneamente, e in questo modo viene
regolarmente monitorato dalla centrale di cui sopra.
Il “giro moneta” è ipotizzato
solo una volta per ogni transazione, mentre a regime, dopo la prima immissione
di cassa, questa continuerà a girare avanti e indietro, assestando il sistema
su di un dato valore.
Alcuni punti si possono notare.
Il bilancio iniziale è quello di
un soggetto “uni personale”
Ogni passaggio ha un dare e un
avere di cassa : totale 100.
Ma se seguo l’andamento di una
teorica colonna di stock progressivo di moneta, quella, non supera mai i
16,666, tranne che in caso di transazioni che fanno un salto di scala
dimensionale. O che hanno un intervallo temporale tra dare e avere. Quando
si chiudono si torna a 16,666.
Ciò vorrebbe dire che il sistema
non è mai in eccesso o in fabbisogno di cassa (moneta) più di questo importo,
che poi è quello iniziale.
Tutto molto approssimativamente,
naturalmente.
Se considero poi la velocità di
circolazione e la parcellizzazione degli importi, posso dire con ragionevole
certezza che in qualsiasi istante ci sarà qualcuno (o un insieme di alcuni) che
potrà accrescere o avere bisogno (utilizzare) di quel saldo.
Tutto ciò può avvenire anche
usando sistemi tipo Pay Pal, che potrebbe fornire la piattaforma di pagamenti
su cui fare viaggiare le transazioni. Ma è solo parte di tutto il disegno.
Perché Pay-Pal non crea moneta. Ha sempre un movimento finale verso o dai
circuiti delle carte di credito. Quindi è moneta elettronica
tradizionale, strettamente legata a quella tradizionale.
Nel nostro caso, no. L’unità di
conto sarà basata sulla riserva uni personale (quella dei 16.666 euro a
testa), che in realtà, dietro, ha una riserva reale parcheggiata in banca
centrale.
Ma questa non resterà “tal
quale”. Cioè non resterà la riserva originaria di 16.666 euro, bensì sarà la
stessa aggiustata dei progressivi movimenti contabili uni personali.
La somma di queste “isole di
base monetaria personali”, sarebbe praticamente la rappresentazione
istantanea di quanto vale ogni porzione di sistema.
Il quale alla fine avrà sempre
lo stesso valore in costante redistribuzione.
Il Pil non sarebbe più
misura di valore perché’ il bisogno di crescita è sostituito dal bisogno di
veloce ed efficiente circolazione di moneta.
Si potranno anche immaginare
successivi salti monetari in avanti, con le banche centrali che mettano a
garanzia qualcosa di valoreper iniettare altre dotazioni iniziali,.
Che so ad esempio tecnologie e
knoh how per uno sviluppo evolutivo che sarebbe ben congruo con i principi
della Civiltà dell’intelletto.
Provate a immaginare
visivamente: un cruscotto aggiornato on-line in cui vedo i miei 16.666 euro in
moto costante oscillante intorno alla media o alla mediana di 16.666. Basandosi
sempre su un rapporto tra valore totale del sistema e numero di soggetti componenti
il sistema.
Come quando si osserva
l’utilizzo della CPU, tanto per capirsi.
La moneta della civiltà
dell’intelletto era lo psicoquanto.
Qua ci siamo molto vicini : un
sistema monetario costituito da tante uni-sinapsi contabili in costante
reciproco flusso di andata e ritorno di bitmoneta.
15.
Neuro e
Nanoeuro
In transizione quindi, la moneta
attuale, l’Euro, potrebbe continuare ad esistere ma su due circuiti.
- Il Neuro, su piattaforma Cybratto, con i suoi 1.000 miliardi
di “socio-moneta” garantiti da 1.000 miliardi di riserve ex off-shore già
a fair value.
- Il Nanoeuro, con quello che resta del PIL e del settore
finanziario da 14.400 miliardi. Per questo lo chiamo Nanoeuro. Vuol dire
Euro a valori post “crash crunch”.
Nel tempo, avverrà un travaso
sempre maggiore da 2 a 1.
Considerando però che i 1.000
miliardi di moneta Cybratto potrebbero anche essere sufficienti da soli a far
girare un PIL, che se si ricorda il breviario di guerra, era già sceso a 1.000
miliardi pari a 2/3 del valore pre-“crashcrunch”



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