martedì 4 novembre 2025

2025 11 04 –Cybratto 2013, the short chain coin

 2025 11 04 –Cybratto, the short chain coin.

 

Eravamo a 2025 10 31 - Il vero neuro binario.

Ispirato da Cybratto 2013 a dati dell’epoca.

Perché torna alla carica di soppiatto l’armata monetaria.

Stiamo preparando il contante digitale dice Lagarde.

A battere moneta digitale sarà un mischione di sovrastati, stati e privati.

Per gonfiare il mondo di moneta senza legami con la realtà.

La moneta poi gira e alimenta il circo fatto di carta.

Che funziona pure, fino a quando continua a vorticare.

Ma per natura umana lo fa in direzione apicale.

Verso chi accumula plusvalore in senso lato.

Sempre ad altri espropriato.

Ma c’è una soluzione data con l’avvento della rete.

È sintetizzata in una moneta intelligente perché a catena corta.

Metti in contatto diretto le famiglie con le società e con lo Stato.

Ed ecco che la moneta torna al suo ruolo di mero strumento di scambio.

Unità di conto, e non entità autoreplicante.

Arriva il Cybratto di soppiatto tra cyber-baratto e cerbiatto.

Il sistema per la moneta a catena corta.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Live Aid money for nothing

Big money for nothing

Money is too tight

 

Cybratto, the universe coin



 

  1. La moneta sintesi dell’efficiente allocazione delle risorse per la buona economia

Dopo le due sezioni a prevalente carattere economico esposte ne :

affrontiamo il tema della moneta.

Ripetiamo ancora la definizione di Wikipedia - Economia , il cui estratto recita come segue.

  1. Per economia - dal greco οἶκος (oikos), "casa" inteso anche come "beni di famiglia", e νόμος (nomos), "norma" o "legge" - si intende :
  • sia l'organizzazione dell'utilizzo di risorse scarse (limitate o finite) quando attuata al fine di soddisfare al meglio bisogni individuali o collettivi, 
  • sia un sistema di interazioni che garantisce un tale tipo di organizzazione (sistema detto anche sistema economico).

2.               I soggetti che creano tali sistemi di organizzazione possono essere persone, organizzazioni o istituzioni. 

3.               Il sistema economico, secondo la visione dell'economia di mercato nella moderna società occidentale, è 

  • la rete di interdipendenze ed interconnessioni tra operatori o soggetti economici,
  • che svolgono le attività di produzione, consumo, scambio, lavoro, risparmio e investimento,
  • per soddisfare i bisogni individuali e realizzare il massimo profitto, 
  • ottimizzando l'uso delle risorse, evitando sprechi e aumentando la produttività individuale nonché attraverso la diminuzione del costo del lavoro.

Risulta evidente che l’economia non è danaro il quale è solo strumento di misurazione e mediazione delle interconnessioni e interdipendenza proprie dell’economia stessa.

La moneta, quindi, è solo  lo strumento per misurare l’efficienza di allocazione di risorse in questa interconnessione e interdipendenza.

La misurazione ha il fine ultimo la verifica che ci si trovi nel campo della buona economia.

La possiamo immaginare, in un futuro, come unità di energia trasformata o trasferita in ogni processo.

La chiameremo “Moneta Joule”

 

2.               Il demone della finanziarizzazione dell’economia. Il sistema finanziario

E’ ormai diffusa la convinzione che larga parte dei problemi del mondo in cui viviamo dipenda dalla finanziarizzazione dell’economia e da sue devianze collegate. 

Alcuni concetti sono oramai di dominio pubblico. 

Su tutti, ad esempio, è oramai noto ai più che la ricchezza globalizzata è distribuita nel mondo molto male : 90% vs 10% ad esempio. 

Ma ecco a cosa serve la seguente esemplificazione sulla ricchezza delle famiglie italiane: quanta parte di questa ricchezza mondiale è davvero ricchezza ? E quanta parte invece è solo ricchezza da circolazione monetaria ?

In sintesi, come funziona questo sistema finanziario ? Cosa contiene di vero ?

Le domande sono importanti, perché sul tema veniamo spesso indotti in una sorte di soggezione e timore reverenziali pensando che dietro a tanti paroloni ci sia chissà quale sofisticata scienza esatta. 

Massa monetaria, M1, M2, M3, politiche monetarie, moltiplicatori e così via. 

Addirittura negli ultimi anni è stata innalzata anche una barriera linguistica adottando termini inglesi che sembrano degli dei pagani per quanto vengono idolatrati : quantitative easing o forward guidance (quest’ultima ad esempio è davvero incredibile: si tratta di dare annunci sui trend futuri, e così facendo si indirizzano i mercati. Per le società è penalmente vietato. Per una banca centrale è “alta finanza”).

Cercherò di fare un po’ di chiarezza. Iniziando da un punto di base.

Come immette liquidità la BCE https://www.soldioggi.it/come-bce-immette-liquidita-4120.html 

Come funziona la BCE? La Banca Centrale Europea immette moneta nel sistema attraverso tre metodi principali:

1. Con Operazioni di mercato aperto: ovvero acquisto/vendita di titoli statali

Se la Banca Centrale compra titoli di stato da una banca ordinaria di uno Stato, in quello stesso Stato sta emettendo moneta, poichè essa acquista i titoli, fornendo in cambio denaro alla banca, che quindi avrà più moneta a disposizione da mettere in circolazione (tramite prestiti, mutui, ecc.).

Se la Banca Centrale vende titoli di Stato, al contrario, sta riducendo la quantità di moneta in circolazione, poichè vendendoli, sta ricevendo in cambio denaro, sottraendolo dalla moneta in circolazione.

2. Operazioni su iniziativa delle controparti: si tratta di depositi o prestiti overnight (che durano quindi dal pomeriggio al mattino del giorno dopo) dalla BCE alle banche, per la gestione giornaliera della liquidità.

3. La riserva obbligatoria, ovvero la percentuale di denaro che ogni banca deve obbligatoriamente depositare presso la BCE. Tale percentuale é attualmente al 2%. Se la BCE decide di aumentare questa percentuale sottrae liquidità al sistema, se la riduce, crea moneta.

 

Quando si dice che una banca centrale sta “emettendo moneta” vuol dire un banale movimento contabile.

Dare    Avere

Titoli a Moneta

Per immettere soldi nel sistema, una banca compera titoli sul mercato secondario che diventano un suo asset, una attività, e li paga “stampando moneta” che può essere moneta o debito. Per semplificare diciamo “banconote” le quali sono quindi a tutti gli effetti un debito che la banca centrale ha verso il resto sistema, al quale arrivano le “banconote” tramite le banche ordinarie con le quali la banca centrale ha fatto l’operazione originaria. Io ti compro un titolo e in cambio ti do carta, “note”

L'acquisto di titoli viene registrato in dare di una voce dello stato patrimoniale della banca centrale, mentre in avere di una voce allo stato patrimoniale si registra il debito nei confronti del venditore, la banca ordinaria.

Una carta in apparenza come quella dei banchieri fiorentini del 1.300: dopo 700 anni nessuno sembra avere inventato niente di nuovo.

Ma non è così. Alcune invenzioni ci sono state (rinvio al paragrafo “La moneta non serve più”) . Oggi infatti le banconote sono debiti senza alcuna garanzia, perché non sono più legati all’oro. Se li chiedo indietro, non ci saranno a disposizione i 10 grammi d’oro equivalenti. 

E quindi nessuno ha la garanzia che la banca centrale abbia stampato carta tenendosi di scorta un “equivalente oro” per ogni evenienza, non ultimo quello di dovere rimborsare il debito.

L’unica garanzia è la credibilità della banca. O del paese se parliamo di banca centrale.

Questo è il principio che tanti (me compreso) contestano alla moneta così come la conosciamo oggi: non ha nessun legame con nessuna realtà.

Già qui, con le poche precedenti osservazioni, si dovrebbe aprire a tutti un mondo, articolato in alcuni punti.

  1. La moneta è un debito 

La moneta è un debito ? Ma come:  tutti la vogliono per sentirsi ricchi e quella invece è un debito? Questa si che è apocalisse, rivelazione. Se uno ha tanti soldi è perché si porta in tasca tanti debiti, senza nessuna garanzia reale, e sono debiti che tra l’altro non ha nemmeno fatto lui! Nemmeno la soddisfazione di lasciare “i buffi” a qualcun altro. Solo il ruolo sociale di mulo da som(m)a monetaria.

2.               La moneta è solo un movimento contabile 

La moneta è solo un movimento contabile nei bilanci delle banche centrali e poi di altri soggetti! Quello delle banche centrali è solo il primo di una catena progressiva di movimenti che di passaggio in passaggio la fanno rotolare da un utente a un altro determinando quello che infine pensiamo di conoscere e che tutti ci riguarda: il sistema finanziario. Lo stercorario finanziario. http://it.wikipedia.org/wiki/Scarabeo_stercorario. Più “rotolate” fa, più diventa grande. Ma sempre di sterco parliamo. Ricordate “lo sterco del diavolo”? 

3.               Il sistema finanziario ha un bilancio

Ma se la moneta è un movimento contabile, allora esisterà da qualche parte un sistema contabile in cui essa si muove e che dovrà per forza di cose essere rappresentato in partita doppia. 

Ma vuoi vedere che tutti quei paroloni alla fine sono riconducibili ad un taumaturgo principio di base fatto di dare e avere ? Vuoi vedere che si capisce che cosa vogliono dire ?

4.               La partita doppia chiarisce tutto

La partita doppia : bisognerebbe farle un monumento. Invenzione geniale. Chiarisce sempre tutto. Di seguito vedremo.

5.               La moneta non esiste

In realtà è proprio tutto il sistema finanziario che non esiste. E’ un’illusione ottica. Almeno nel senso che segue.

Una volta capito che il sistema finanziario viaggia in partita doppia, si può comodamente farne un bilancio. O per tutto il sistema o per classi di soggetti finanziari.

Ma il punto fondamentale è che alla fine, il totale di tutti i dare e quello di tutti gli avere, risulterà uguale.

E questo è inquietante. Perché qualsiasi azienda può essere valutata in primo luogo “a patrimonio netto” : la differenza tra attività e passività.

Nel caso del sistema finanziario italiano (e di tutti gli altri), invece, vedremo che attivo e passivo sono pari a 14.397 miliardi, n volte il PIL e il debito pubblico.

E di questi, solo 75 sono fatti di qualcosa di reale: Oro e Cdp (….). Lo 0,5%. Addirittura meno della riserva frazionaria minima bancaria del 2%, proprio perché il sistema finanziario non è fatto solo da banche.

Sul sistema finanziario vale la pena di soffermarsi un po’. 

La tabella che segue si può leggere in verticale (per aggregati di soggetti), o in orizzontale (per tipo di strumento finanziario). E’ riferita ai dati 2013, ma la struttura è sempre quella.

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In verticale.

Società non finanziarie (col. 1 e 2): sono tutte le società operative. Dare : 1.571 mld. Avere : -3.562 mld. Netto 2.000 miliardi. Sono debitrici nette, di cui 371 prestiti a breve, 753 prestiti a lungo, e 1.591 per azioni.

Istituzioni finanziarie monetarie (col. 3 e 4): il sistema finanziario e bancario. Dare : 4.314 mld. Avere : -4.082 mld. Netto 200 mld : sono creditrici nette, ma di poco. E’ qui il giro del fumo. Dare circa. 850 mld di depositi attivi e moneta + 1.100 di titoli a lungo + 620 di prestiti a breve + 1.300 di prestiti a lungo + 200 di azioni – 1.275 di moneta e -1.578 di depositi passivi (di altri) – 886 di titoli di altri – 170 di azioni di terzi. 

Altri intermediari finanziari (col. 5 e 6) : sistema finanziario e bancario. Dare : 848 mld. Avere : 733 mld . Netto circa 100 mld. 200 mld circa di cassa e depositi presso terzi + 121 mld di titoli in portafoglio. + 221 di prestiti a m/l a terzi + 250 mld di azioni e quote di fondi  - 217 di titoli di terzi -280 di prestiti assunti a breve e m/l – 230 di azioni e fondi di terzi. 

Ausiliari finanziari (col. 7 e 8) : depositi e titoli per 205 mld in dare – 80 mld di prestiti assunti.

Assicurazioni e fondi pensione (col 9 e 10) : Dare 668 mld di cui 427 titoli a m/l, 94 azioni e 91 fondi. Passività : 617 mld di riserve e 60 mld di azioni. Sono a rischio per la consistenza vs i clienti.

Amministrazioni centrali (col 11 e 12) : Debitori per 230 mld di moneta e depositi e 2.000 di titoli vari. In Dare 300 mld di prestiti e depositi. Il netto è il debito pubblico.

Amministrazioni locali (col 13 e 14) : netto avere di 150 mld. Sono debiti a m/l per lo più, parte del debito pubblico allargato.

Enti previdenziali e assicurativi (col 15 e 16) : netto dare di 90 mld. Sono depositi attivi per lo più.

Famiglie e enti no prof. per famiglie (col 17 e 18): Dare 3.897 mld e aver 921 mld. Sono i finanziatori principali del sistema. 1.300 mld di moneta e depositi + 614 di titoli di stato + 916 di azioni +300 di fondi +700 di riserve delle assicurazioni e + 100 di altri. Al passivo, 690 mld di prestiti + 186 di altri debiti.

Resto del mondo (col 19 e 20) : dare 2.360 mld, avere 1.906 mld. E’ creditore per 500 mld di moneta e depositi + 1.000 di titoli pubblici + 200 di altri prestiti + 400 di partecipazioni. Le passività sono per 400 di titoli, 200 di prestiti 800 di azioni e fondi.

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In orizzontale

Oro : in attivo tra le banche, in passivo con il resto del mondo.

Moneta : 1.275+150+130 a debito delle banche e amministrazioni centrali. A credito (utilizzate) per 252 dalle società non finanziarie, 252 da altre istituzioni monetarie finanziarie, 687 dalle famiglie e 269 da resto del mondo.

Altri depositi : 1.578 +80 a debito delle banche e amministrazioni centrali. A credito (utilizzate) da altri intermediari per 161, ausiliari finanziari per 122, famiglie per 517, resto del mondo per 252.

Titoli a m/l (quelli a breve sono quasi zero) : a debito di 140 per le società non finanziarie (obbligazioni?) 886 per banche e simili, 217 altre finanziarie, 1.668 Stato e 394 mondo (obbligazioni). A credito (comprate) per 1.086 da banche, 121 da altre finanziarie, 427 assicurazioni e fondi pensione, 614 famiglie e 907 resto del mondo.

Derivati : curiosamente sono di importo relativamente modesto. Possibile che ve ne siano off-shore.

Prestiti a breve: sono indebitate, in avere, le società per 371 mld, le altre finanziarie per 149, gli ausiliari per 75, le famiglie per 59, e l’estero per 118. Prestano i soldi le banche e finanziarie per 619+34, il mondo per 89.

Prestiti a medio lungo : sono indebitate le società per 753, le finanziarie per 128+53, le amministrazioni centrali e locali per 94+105, le famiglie per 639, il mondo per 91. Prestano i soldi le banche e finanziarie per 1.321+221, le amministrazioni centrali per 110, il resto del mondo per 185.

Azioni : sono emesse da residenti per lo più. 1.591 dalle società, 170 dalle finanziarie e 485 dal resto del mondo. Sono comprate per 509 dalle società, 209+111 dalle finanziarie, 94 da assicurazioni e fondi pensione, 105 dallo Stato, 916 dalle famiglie e 395 dal mondo.

Quote di fondi comuni : i debitori (gli emittenti) sono finanziarie per 193 e mondo per 364 (i fondi sono quasi tutti all’estero per esigenze di evasione e assenza di controlli). Li detengono le finanziarie per 140 e le famiglie per 308).

Riserve tecniche di assicurazione : sono 700 miliardi di debito da parte di società e assicurazioni o fondi pensione. I creditori sono le famiglie per 700 miliardi.

Altre voci : il grosso (632 mld Dare e 563 Avere) sono crediti e debiti da rapporti commerciali tra società, e altre voci tra famiglie.

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Da tutta questa esposizione cosa è che balza all’occhio ? 

Quello che è sintetizzato nelle due righe rosse finali della tabella e che riassumo di seguito.

Tutta la struttura finanziaria nazionale può essere riassunta come segue.

  1. Le famiglie sono prestatrici nette (o finanziatrici) di 2.976 miliardi, che poi sono quelli conteggiati nelle tabelle comuni rappresentative della loro ricchezza.
  2. Le società non finanziarie, quelle operative o commerciali, sono debitrici di 1.991 miliardi.
  3. Lo stato, tra amministrazioni centrali e locali, è debitore di 2.100 miliardi al netto delle riserve.
  4. In mezzo ci sono tutta una serie di realtà finanziarie o simili aggregate in varie classi, che vivono della segmentazione esistente tra le prime tre.
  5. Il trasferimento in andata o ritorno tra queste classi avviene con la moneta. Bancaria e non solo cartacea, la quale diventa presupposto di esistenza della casta bancaria, proprio perché si moltiplica da sola.

 



3.               In sintesi: moneta a catena corta

Se si potessero mettere in contatto diretto le famiglie con le società e con lo Stato, ecco che la moneta ritornerebbe al suo ruolo di mero strumento di scambio, unità di conto, e non di entità autoreplicante. 

Perché il problema dei passaggi tra aggregati è che ogni volta, ad ogni passaggio, contabilizzo lo stesso importo sia in dare che in avere. 

E’ con questo meccanismo che il settore arriva a valere più volte il PIL complessivo. Se invece conto solo il PIL del settore finanziario, questo valeva 270 miliardi/anno e questi 270 mld “poggiano” su circa metà del valore dell’intero settore finanziario: su 6/7.000 miliardi di attività e passività. 

Possiamo dirlo: il castello di carte non è nemmeno un investimento ben produttivo. Con la metà dei soldi totali (7.000/14.000) faccio girare soltanto un quinto del PIL. 

Ma questo dipende anche dal fatto che sono sempre gli stessi soldi che girano. O meglio che rimbalzano.

Un po’ come se due società si fatturassero reciprocamente lo stesso importo 10 volte avanti e indietro. 

Così facendo mica creano ricchezza. Fanno solo “ammujna”http://it.wikipedia.org/wiki/Facite_ammuina .

E comunque per queste due società commerciali sarebbe un reato penale. 

Per uno Stato o sistema o banca centrale invece è “alta finanza, se non politica monetaria”.

Tanto è noto e vero che si parla di  moltiplicatore monetario (paragrafo più avanti).

 

4.               La moneta che conosciamo non serve più. Il Dio danaro è morto.

Dopo secoli di onorato servizio la moneta non serve più. Il Dio danaro è morto. 

Quanto espresso sopra, in particolare nei punti da 1 a 4 sulla struttura finanziaria è un fatto noto. 

Quello che non è noto ai più, invece, è che la moneta che conosciamo oggi non serve più. 

Non è, in potenza, più indispensabile. Già oggi. 

Anche prima di arrivare allo scambio di psicoquanti della civiltà dell’intelletto (Ramadan e Fioretti. Psichiatria quantica, ricomposizione di opposti, new economy, speranza e civiltà dell’intelletto), esiste già una buona approssimazione.

E di conseguenza si può anche pensare di vivere senza le banche, almeno in buona parte. O almeno in transizione.

Ciò è invece ben noto agli appartenenti alla casta, che fanno di tutto per nasconderlo ai più.

Aveva ragione Adam Smith.

Qualcosa di invisibile che facesse allocare le risorse c’era davvero.

Ma non era la mano.

Era il Cybratto.

Già tempo fa scrissi su di una teorica Rivoluzione meridionale il cui fulcro era l’appropriazione dei fattori produttivi, tra cui il fattore “denaro” . “Banche occupate, sportelli espropriati, moneta requisita”, era uno degli slogan immaginati. Le Clofrenì (Les Claufrenies). Tra Polare e Tripolare .

Anche se in realtà la moneta, o denaro che dir si voglia, è diventato una adulterazione del concetto originario di capitale familiare per tanti.

Si: oggi tra capitale e moneta passa la stessa differenza che passa tra uova e maionese, tra latte e panna montata, e così via. Ai primi posso associare i concetti di dinamica dominante, di idea assoluta, di materia prima indispensabile, di principio di base. Ai secondi, quello di derivato immateriale, di aria fritta.

Allora, se non fosse chiaro, il concetto susseguente a quello di guerra come descritta nel “breviario” Breviario di guerra, è quello di rivoluzione. 

In tanti la vorrebbero, pensando a quanto segue.

Allo sfascio dovuto all’hard crashing dovrà seguire una ricostruzione del sistema, depurato dalle sue manifestazioni deteriori che proprio perché infondate si saranno sgonfiate da sole, impazzite come la maionese in odore di mestruo. 

Tra queste, in primis il sistema finanziario che nel caso Italia pesava per 270 miliardi di PIL, e si ritroverebbe praticamente “atterrato”.

Insomma: se rivoluzione deve essere, allora si dovrebbe fare in modo che non sia la prima rivoluzione “no profit” della storia. O almeno che non sia come tante delle altre. Che non paghino sempre i soliti. Che non paghino sempre i poveri.

Questa proprio non la digerirei. 

Quindi, se proprio si deve rivoluzionare, prima di tutto  io vorrei sapere dove sta “il grano”. 

E anche che cosa sia questo “grano” nella realtà.

Perché quella che spero potrebbe essere l’ultima rivoluzione della storia, almeno sia fatta una volta per tutte e a dovere. Proprio perché guerre e rivoluzioni fanno male, almeno che ne valga la pena.

Insomma: fuori i soldi, così li ridistribuiamo e li inventiamo migliori.

Anche se tutto quanto sopra non vuol necessariamente dire una sanguinosa rivoluzione come quelle viste in passato, di sicuro dovrà essere l’occasione per contemplare una doverosa nuova, equa, concezione monetaria del mondo oltre, naturalmente, ad una congrua redistribuzione di ricchezza.

Messa così sarebbe una nuova visione comune che infine si palesi e ci pervada, diventando rivelazione, apocalisse, monetaria.

La moneta che conosciamo oggi, con cui viviamo, ha fallito. Non funziona. 

E quindi bisogna necessariamente passare oltre.

Dopo secoli di onorato servizio la moneta non serve più. 

Il Dio danaro è morto. 

 

5.               Neo relativismo monetario

A prescindere dalle preferenze personali credo che risulti chiaro a tutti quale sia lo spirito che ci ha portato dove siamo oggi.

Comunque questa è una situazione da cui non si esce con qualche piccolo aggiustamento.

Siamo arrivati al punto in cui ci si deve inventare una nuova Bretton Woods, che sia sensata e duratura.

Secondo me si deve invertire il paradigma monetarista.

La domanda da porsi, quindi, è : “quanta moneta serve per fare girare una economia?”

Ovviamente se adotto un approccio “demand-driven” la risposta è che ogni volta che un soggetto vuole comprare 1 euro di qualcosa, gli serve 1 euro per pagare. 

E se la banca centrale potesse stamparglielo istantaneamente on demand avremmo trovato la chiave per seppellire definitivamente il Dio danaro di oggi. 

E con lui, seppelliremmo anche l’approccio di “moneta dal lato dell’offerta” .

Avremmo messo un primo piede nel regno della Domanda : quello dove si compra una cosa perché serve e non perché me la “offrono”. 

Tutto qua.

Vicini alla civiltà dell’intelletto.

Un limite a questo ragionamento in passato è sempre stato quello della velocità di circolazione della moneta http://it.wikipedia.org/Velocità di circolazione della moneta

La velocità di circolazione della moneta è la frequenza media con cui un'unità di moneta è spesa in uno specifico periodo di tempo. Tale concetto mette in relazione :

  1. le dimensioni dell'attività economica con 
  2. una data offerta di moneta. 

E’ una delle variabili che determinano l'inflazione.

Se, per esempio, in un'economia molto piccola, in cui ci sono solo 50 euro in tutto, un contadino (dotazione iniziale: 10 euro) e un meccanico (dotazione iniziale: 40 euro) acquistano, nel corso di un anno, merci e servizi l'uno dall'altro nelle tre seguenti transazioni:

          il meccanico compra grano dal contadino per 40 euro;

          il contadino spende 50 euro per far riparare il trattore dal meccanico;

          il meccanico acquista un gatto dal contadino per 10 euro;

allora 100 euro hanno cambiato mano nel corso dell'anno, sebbene ci siano solamente 50 euro in questo piccolo sistema economico. 

Questo livello di 100 euro è possibile poiché ciascun euro è stato speso in media due volte nell'anno; ciò equivale a dire che la velocità della moneta è stata pari a  2/anno

Cosa è che cambia, oggi secondo me ?

Cambia che c’è internet che viaggia alla velocità della luce.

E’ per questo che parlo di relativismo monetario.

Alla velocità della luce 1 euro diventa ubiquo.

E l’esempio della microeconomia di cui sopra può replicarsi n volte fino ad una dimensione globale, senza che la moneta debba realmente circolare e quindi senza creare l’inflazione che deriverebbe dal fatto di avere una domanda ripetuta tante volte, ma in realtà fondata sempre sulla base monetaria di partenza.

Il dato di fatto è che la questione della velocità di circolazione della moneta non esiste più.

Ogni euro è potenzialmente qui e altrove.

Alcune configurazioni esistono già, ma sono frazionate e mantenute di nicchia.

Ad esempio, se A, ha bisogno di 1 euro in prestito, ci sarà un B istantaneamente connesso che potrà prestarglielo. Ricordate il social lending

Ne parliamo più avanti, ma sintetizzando: se viaggia alla velocità della luce, l’informazione che A ha soldi da prestare è disponibile live, ed ecco che crolla l’esigenza delle partite di giro dei debiti e crediti reiterati viste nei paragrafi sulla struttura del sistema finanziario e sul moltiplicatore monetario. 

Non è più necessario che A depositi i soldi in banca e poi chi vuole un prestito (B) vada nella stessa banca che lo finanzi. 

A può prestare i soldi a B direttamente, saltando i passaggi e quindi evitando la moltiplicazione monetaria.

Ma non solo: anche per le transazioni ordinarie, quelle di acquisto e vendita per capirsi e non solo quelle “finanziarie”, i passaggi sarebbero istantanei e la moneta in circolo potrebbe essere di pari valore di quello dell’economia reale.

 

6.               Le centrali di compensazione

Si deve immaginare che al centro del nuovo sistema ci sia una o più  “centrali di compensazione” specifiche, che “nettino” i saldi tra più piattaforme, ognuna delle quali rappresenti uno strumento per una tipologia di transazione reale. 

O qualcosa del genere.

Di seguito ho ipotizzato e identificato 4 di queste piattaforme reali che idealmente coprono buona parte dell’insieme della attività economiche e finanziarie di base necessarie.

Il concetto di fondo è che la centrale compensa ogni euro in dare con ogni euro in avere, e in sintesi può arrivare a definire una sorta di valore istantaneo dell’intero sistema : il suo controvalore di cassa.

La centrale di compensazione potrebbe funzionaresugli stessi principi e circuiti di quelle attuali:

http://it.wikipedia.org/wiki/Compensazione

La compensazione (in inglese clearing) è un meccanismo che permette alle banche e alle istituzioni finanziarie membri di una camera di compensazione di regolare tra loro i rapporti di dare e avere generati da transazioni finanziarie effettuate sui mercati o di scambio di assegni o denaro tra banche. 

Una transazione si realizza mediante l'acquisto di una parte e la vendita di una controparte generando un debitore e un creditore. 

La compensazione si realizza aggregando tutte le posizioni di acquisto e di vendita avvenute su un prodotto o titolo detenuto da ciascuna delle due parti e calcolando il saldo netto che ogni parte deve dare o prendere, cercando di minimizzare lo scambio finale di denaro o beni

Una volta lo scambio avveniva fisicamente in una stanza o camera convenuta: la camera di compensazione. 

Oggi il tutto avviene in modalità informatica. Lo scambio comunque non avviene direttamente tra le due parti ma tramite l'ente che gestisce la camera e quindi si pone a garanzia della transazione, assumendosi il rischio di insolvenza.

Per la massa di capitali movimentati annualmente, le principali stanze di compensazione sono Clearstream ed Euroclear (e la loro controllata SWIFT – ricordate le dichiarazioni della Russia di cui al breviario di guerra  ), società di diritto privato (non di natura bancaria), con sede legale nel Lussemburgo. 

A queste si aggiunge per le transazioni in medio-oriente la Asian Clearing Union, nata nel 1974 a Teheran.

 

7.               Meccanismo della compensazione

Di seguito un esempio semplificato di compensazione su di un bonifico: 

La banca A deve trasferire x € dal conto di Alice al conto di Bob presso la banca B attraverso la camera di compensazione C.

  1. A contatta C e gli chiede di trasferire x € verso il conto di Bob presso B.
  2. C contatta B per sapere se la transazione è possibile, dopo aver verificato la disponibilità sul conto in A.
  3. C addebita x € sul conto di A e accredita x € sul conto di B e conferma ad A e B la realizzata transazione.
  4. A addebita x € sul conto di Alice.
  5. B accredita x € sul conto di Bob.

Quindi la camera di compensazione si comporta come una meta-banca degli organismi finanziari

Per i titoli finanziari il meccanismo è identico, avendo i titoli al posto del denaro.

Di seguito si vedrà perché serve questa breve sintesi sulle centrali di compensazione attuali.

 

8.               Que viva el Cybratto

Mi piace chiamarlo così: tra cyber-baratto e cerbiatto. Di per sé immagine di innocenza e non più di demone.

Il principio è molto semplice. 

E’ moneta dal basso.

Come ho detto in precedenza ogni volta che un soggetto vuole comprare 1 euro di qualcosa, gli serve 1 euro per pagare e la banca centrale lo può “stampare” istantaneamente on demand.

Ovvero li ha già messi a disposizione, nell’ipotesi di cui al paragrafo “Dotazione iniziale”.

Ma sintetizzando, entrerà in circolo solo la moneta indispensabile.

Bisogna fare attenzione: non è uno strumento di pagamento on-line quello che ho in mente.

Non è Pay-pal, che alla fine si traduce in un flusso verso e dai circuiti interbancari delle carte di credito.http://it.wikipedia.org/wiki/PayPal.  Pay-Pal potrebbe essere solo un veicolo anche per Cybratto.

E’ piuttosto una sorta di moneta universale, che nasce nelle attività reali e si riassume in centrale di compensazione in base all’incrocio tra: 

  1. Domanda di beni e servizi
  2. Offerta di beni e servizi
  3. Domanda di capitale
  4. Offerta di capitale 

In tale modo si determina una sorta di valore dell’economia globale (o di una locale pilota)  costantemente aggiornato e quindi un valore unitario di una moneta globale riportato su base del singolo individuo.

Il quale valore unitario nascerebbe dal valore globale dell’economia / 8 miliardi di persone.

Sono sicuro che qualcuno ci ha già pensato, di monete alternative o cyber o elettroniche ce ne sono davvero un sacco. Centinaia, forse migliaia.

Ma secondo me, di seguito c’è qualche accessorio in più. E se invece non fosse una novità ed esistesse già, tanto meglio.

Penso infatti ad un nuovo innesto: la cyberpartitadoppia unipersonale. 

Qualcosa del tipo che ogni soggetto, persona fisica, giuridica o stato venga “valutato” live e on-line in base al suo stato patrimoniale e conto economico, i quali sono a loro volta riassumibili nella cassa finale, che in un mondo senza crediti e debiti sarà di valore pari al patrimonio netto.

In questo modo ciascuno diventa, quindi, una componente di base della massa monetaria collettiva.

Per capirci qualcosa bisogna iniziare con le cose semplici. 

Immaginate 4 categorie di base tipiche di transazioni reali finanziarie, più una quinta transazione che è la dotazione iniziale. 

  1. Vendere beni, servizi o lavoro e conseguente incasso.
  2. Acquistare beni, servizi o lavoro e conseguente pagamento.
  3. Prendere a prestito soldi per investimenti (quindi non indebitarsi per i consumi).
  4. Raccogliere soldi per investimenti, cioè per acquisto di beni durevoli ad utilità pluriennale.
  5. Creare una dotazione iniziale di moneta.

La transazione 5 la lasciamo per dopo, al paragrafo dotazione iniziale.

Devo osservare che negli ultimi tempi non ho seguito a pieno il settore web, per cui mi sarò sicuramente perso delle evoluzioni importanti, ma lo scopo di questo scritto è trarre e offrire spunti.

Di tecnici molto più esperti di me è pieno.

Qui di seguito immagino l’utilizzo delle seguenti piattaforme già esistenti o no, per i 4 punti di cui sopra. Ma potrebbero essere altre.

E’ l’incrocio di tutte e 4 su di un'unica piattaforma compensativa (si veda quanto già al punto “compensazione) che consente di dare una buona approssimazione di un intero sistema finanziario e monetario.

  1. Modello Offerta. Ebay: la conosciamo tutti. EBay è una piattaforma web (marketplace), di fatto molto simile ad un sito di e-commerce, che offre ai propri utenti la possibilità di vendere e comprare oggetti sia nuovi sia usati, in qualsiasi momento, da qualunque postazione Internet e con diverse modalità, incluse le vendite a prezzo fisso e a prezzo dinamico, comunemente definite come "aste online". http://it.wikipedia.org/wiki/EBay
  2. Modello Domanda. Aipei : la avevo immaginata io nel 2010. Aipei era l’italianizzato di IPay. Non so se nel frattempo è stata copiata. Di sicuro so che se cerco Ipay sul web spuntano un sacco di link. Comunque era un marketplace dove si offrivano soldi per acquisti: “ho 1 euro, chi mi vende 2 o + kg di pasta?”. In qualche modo assomigliava a quei siti che offrono il confronto tra polizze assicurative, con la differenza che non era monosettore e che si concludeva la transazione con l’acquisto on line. Si immagini più in dettaglio: “ho 50 euro e voglio fare la spesa di una settimana per 3 persone. Chi mi da più cibo ?”
  3. Modello Prestiti. Social-lending: Questa forma di prestito è riconducibile ai prestiti personali non finalizzati, una delle tipologie più utilizzate di credito al consumo che, in quanto tali, non prevedono garanzie a protezione del prestatore contro il rischio di default. Con il social lending, chi presta denaro e chi lo riceve mediamente percepisce o paga una quota di interessi più favorevole rispetto a quella proposta dalle istituzioni finanziarie tradizionali. Ciò è possibile perché i costi di intermediazione sono ridotti, in quanto il prestatore e il richiedente (il contraente del prestito) vengono messi in relazione diretta e le aziende intermediarie, operando su web con servizi altamente automatizzati, hanno costi ridotti.http://it.wikipedia.org/wiki/Social_lending
  4. Modello Investimenti. Crowdfunding Il crowdfunding (dall'inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano, è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto. Il crowdfunding si può riferire a iniziative di qualsiasi genere, dall'aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all'arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all'imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il crowdfunding è spesso utilizzato per promuovere l'innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell'investimento finanziario. Negli ultimi anni, sempre più spesso è stato invocato come una sorta di panacea per tutti i mali e un'ancora di salvezza per le economie colpite dalla crisi finanziaria.[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdfunding

 

9.               Cyber Mercato fisico

Il punto è che se incrocio Ebay con Aipei ottengo il mercato dei beni perfetto: capace di matchare la Domanda di beni imponendo un prezzo massimo dal lato compratore (quindi sarebbe una domanda non inflazionista, o inflazionista quanto sostenibile) con l’offerta al prezzo massimo ricavabile da parte dell’Offerta tra i vari componenti della Domanda aggregata.

Ogni volta che si chiude una transazione, si generano un dare e un avere dei due soggetti, che vanno ad aggiornare i relativi Cyber-bilanci uni personali.

Alcuni problemi potrebbero essere:

  1. le capacità fisiche di calcolo, data l’aggregazione di molti soggetti
  2. il costante aggiustamento del prezzo del bene in oggetto.
  3. la localizzazione geografica efficiente, o più semplicemente: dove c’è domanda e dove c’è offerta e quel prezzo sub.1 fino a dove è valido ?

 

10.            Cyber Mercato finanziario

Social lending e crowd funding invece sono abbastanza auto esplicativi.

Servirebbero per i punti 3 e 4 : prestiti e investimenti.

E sarebbero particolarmente indicati per operazioni di microcredito o microequity, proprio per il piccolo taglio delle operazioni di questi ultimi.

Forse sarebbe impensabile finanziare la TAV a botte di pochi euro per volta. 

Almeno per ora. 

Finche’ l’informazione non sarà pervasiva e la conoscenza di tutti, come dovrà essere nella Civiltà dell’Intelletto.

O forse sarebbe impossibile proprio perché “il mercato”, somma di soggetti aventi tutta la conoscenza delle informazioni rilevanti,  si accorgerebbe di una eventuale intrinseca inutilità

Io personalmente anni fa mi ero molto appassionato alla storia di Zopa, talmente geniale che in Italia la chiusero.

 

11.            Dotazione iniziale

Sulla 5a transazione bisogna osservare che se si vuole convertire l’attuale sistema finanziario in maniera veloce, non si può immaginare di aspettare anni per avere la dotazione iniziale nata dal basso.

In particolare, quanto tempo ci vorrebbe perché un risparmiatore che guadagni 1.000 euro al mese, accumuli abbastanza capitale (risparmio) per potere finanziare 25.000 euro di macchinari di un artigiano ?

Ecco  che allora bisogna immaginare una dotazione iniziale. 

In questo modo il sistema funzionerebbe a pieno regime da subito.

Un esempio di cyber monetazione piuttosto noto è Bitcoin .

Ma Bitcoin è comunque una moneta dal lato offerta, almeno per quanto risulta dal concetto di mining, con il quale semina o inietta moneta periodicamente nel sistema.

Anche se utilizzata per economie illegali e sommerse varie, è comunque una bella invenzione, uno strumento.

Un ‘opzione per me suggestiva è quella di dedicare una bella fetta della patrimoniale nascosta nelle cassaforti offshore, che ritengo esigenza imprescindibile, ad una vera bit monetazione di sistema parallela.

Banca d’Italia potrebbe dedicare 1.000 miliardi di riserva equivalente recuperata off-shore già certificata a fair-value, da mettere a disposizione di un nuovo mercato monetario italiano.

 

12.            Liberi battitori di moneta

Tornando a riprendere dalla fine del paragrafo “Dotazione iniziale”, osservo quanto segue. 

1.000 miliardi sono 16.666 euro a testa, che potrebbero essere messi a disposizione di ogni italiano gratuitamente(circa 50.000 a famiglia).

Ognuno diventerebbe quindi una piccola banca, in qualche modo un “libero battitore di moneta”, perché starà comunque a lui decidere se prestare oppure no e a chi. 

Ma potrà anche decidere se spendersi o no la dotazione iniziale, nel qual caso i soldi arriveranno prima o poi a qualcuno che invece li risparmia fino a che non sa cosa farsene del risparmi e allora li presta a qualcun’altro.

Ma secondo me è improbabile che tutti “corrano ai consumi” dopo un biblico “crashcrunch” e relativa rivoluzione. 

Diamo per scontato che il livello di consapevolezza sia cresciuto e tanti, se non tutti, vorranno impiegare la dotazione in maniera utile e redditizia. 

Tenerla in conto Cybratto, infatti, non sarà efficiente perché non esisteranno tassi di interesse, e quindi i 16,666 non renderanno nulla.

A quel punto interverrebbe il circuito Cybratto che sarebbe quindi già capace di aggregare prestatori e investitori su importi tangibili.

Mentre il lato “cyber mercato fisico” funzionerebbe già comunque per i piccoli importi.

 

13.            La centrale di compensazione tra piattaforme

Nei paragrafi precedenti  ho ipotizzato e identificato 4 piattaforme reali che idealmente coprono buona parte dell’insieme della attività economiche e finanziarie di base.

In mezzo a queste, c’è la centrale di compensazione.

In ogni istante la piattaforma di compensazione saprà dirmi :

  1. dove e per che beni c’è domanda inevasa.
  2. Dove e per che beni c’è offerta invenduta.
  3. Dove ci sono saldi di cassa (risparmio) a disposizione per prestiti. 
  4. Dove ci sono richieste di finanziamento e per che investimenti.

Risulterà chiaro, che in questo sistema elettronico non c’è bisogno della centrale di compensazione che conosciamo oggi, perché ogni transazione è pagata on-line e quindi non lascia dietro di sé’ ne crediti ne debiti.

La centrale, invece, deve rendere possibile il “match”:

  1. tra domanda e offerta di beni e servizi.
  2. tra domanda e offerta di prestiti e investimenti.

In pratica, deve svolgere la funzione di allocazione delle risorse, che è il mestiere mediatore proprio della moneta, il più efficientemente possibile.

E deve “controllare” le transazioni evase e quelle inevase sulle singole piattaforme.

La sintesi di questo lavoro, sarà quella di nettare ogni Dare e Avere e creare una istantanea fotografia del sistema, di cosa eventualmente “aggiustare” ed infine di dove sta “il grano”.

Sarà una costante fotografia, si. 

Ma questa volta, la fotografia non ruberà l’anima. 

Sarà l’anima.

 

14.            Il bilancio uni personale

Per potere essere “affidatari” dei 16.666 euro di dotazione iniziale bisogna solo dare l’ok a farsi fare il bilancio uni personale da caricare nella “centrale di compensazione partita doppia”. 

E qua interverrà il legislatore: “te li devi prendere, non puoi dire di no”.

Ma devi dirci chi sei e come è il tuo bilancio unipersonale. 

In pratica devi essere trasparentemente valutabile da chiunque, un po’ come i feedback di Ebay, ma in termini quantitativi oggettivi.

Sarà da valutare se inserire anche gli immobili in questi bilanci uni personali. 

In ogni caso sono già censiti nei vari  Catasti  per cui sono già visibili. 

Io penso che vadano considerati, anche se non sono vera ricchezza liquida, e ciò per un motivo semplice.

Nel tempo, Cybratto contabilizzerà un accumulo del risparmio ed è verosimile che chi lo accumula voglia anche comperarsi una casa, non solo finanziare imprese.

A quel punto se io travaso moneta dal conto “cassa” al conto “case”, quest’ultimo non  può essere “fuori sistema” altrimenti provoco un crollo immediato, una svalutazione, della mia Cybermoneta.

Il singolo bilancio viene poi risucchiato nel consolidato di sistema istantaneamente, e in questo modo viene regolarmente monitorato dalla centrale di cui sopra.

Il “giro moneta” è ipotizzato solo una volta per ogni transazione, mentre a regime, dopo la prima immissione di cassa, questa continuerà a girare avanti e indietro, assestando il sistema su di un dato valore.

Alcuni punti si possono notare.

Il bilancio iniziale è quello di un soggetto “uni personale”

Ogni passaggio ha un dare e un avere di cassa : totale 100.

Ma se seguo l’andamento di una teorica colonna di stock progressivo di moneta, quella, non supera mai i 16,666, tranne che in caso di  transazioni che fanno un salto di scala dimensionale. O che hanno un  intervallo temporale tra dare e avere. Quando si chiudono si torna a 16,666.

Ciò vorrebbe dire che il sistema non è mai in eccesso o in fabbisogno di cassa (moneta) più di questo importo, che poi è quello iniziale.

Tutto molto approssimativamente, naturalmente.

Se considero poi la velocità di circolazione e la parcellizzazione degli importi, posso dire con ragionevole certezza che in qualsiasi istante ci sarà qualcuno (o un insieme di alcuni) che potrà accrescere o avere bisogno (utilizzare) di quel saldo.

Tutto ciò può avvenire anche usando sistemi tipo Pay Pal, che potrebbe fornire la piattaforma di pagamenti su cui fare viaggiare le transazioni. Ma è solo parte di tutto il disegno. Perché Pay-Pal non crea moneta. Ha sempre un movimento finale verso o dai circuiti delle carte di credito. Quindi è moneta elettronica  tradizionale, strettamente legata a quella tradizionale.

Nel nostro caso, no. L’unità di conto sarà basata sulla  riserva uni personale (quella dei 16.666 euro a testa), che in realtà, dietro, ha una riserva reale parcheggiata in banca centrale.

Ma questa non resterà “tal quale”. Cioè non resterà la riserva originaria di 16.666 euro, bensì sarà la stessa aggiustata dei progressivi movimenti contabili uni personali. 

La somma di queste “isole di base monetaria personali”, sarebbe praticamente la rappresentazione istantanea di quanto vale ogni porzione di sistema.

Il quale alla fine avrà sempre lo stesso valore in costante redistribuzione. 

Il  Pil non sarebbe più misura di valore perché’ il bisogno di crescita è sostituito dal bisogno di veloce ed efficiente circolazione di moneta.

Si potranno anche immaginare successivi salti monetari in avanti, con le banche centrali che mettano a garanzia qualcosa di valoreper iniettare altre dotazioni iniziali,.

Che so ad esempio tecnologie e knoh how per uno sviluppo evolutivo che sarebbe ben congruo con i principi della Civiltà dell’intelletto.

Provate a immaginare visivamente: un cruscotto aggiornato on-line in cui vedo i miei 16.666 euro in moto costante oscillante intorno alla media o alla mediana di 16.666. Basandosi sempre su un rapporto tra valore totale del sistema e numero di soggetti componenti il sistema.

Come quando si osserva l’utilizzo della CPU, tanto per capirsi.

La moneta della civiltà dell’intelletto era lo psicoquanto. 

Qua ci siamo molto vicini : un sistema monetario costituito da tante uni-sinapsi contabili in costante reciproco flusso di andata e ritorno di bitmoneta.

 

15.            Neuro e Nanoeuro

In transizione quindi, la moneta attuale, l’Euro, potrebbe continuare  ad esistere ma su due circuiti.

  1. Il Neuro, su piattaforma Cybratto, con i suoi 1.000 miliardi di “socio-moneta” garantiti da 1.000 miliardi di riserve ex off-shore già a fair value.
  2. Il Nanoeuro, con quello che resta del PIL e del settore finanziario da 14.400 miliardi. Per questo lo chiamo Nanoeuro. Vuol dire Euro a valori post “crash crunch”.

Nel tempo, avverrà un travaso sempre maggiore da 2 a 1.

Considerando però che i 1.000 miliardi di moneta Cybratto potrebbero anche essere sufficienti da soli a far girare un PIL, che se si ricorda il breviario di guerra, era già sceso a 1.000 miliardi pari a 2/3 del valore pre-“crashcrunch” 

 



 

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