mercoledì 24 settembre 2025

2025 09 23 –Al festival degli amici di Sofia

2025 09 23 –Al festival degli amici di Sofia.

 

Questa si che è una notizia.

Non sapevo manco che esistesse.

E’ la festa degli amici di Sofia.

Era il festival della filosofia..

Voglio però invertire l’ordine mentale temporale.

L’edizione in corso era sulla Paideia.

Educazione in senso lato è già volata via.

La seguente sarà sul caos.

Confidiamo nell’ordine che emerge.

Nel pensiero che si erge.

Ma non siamo i finti sforzati eruditi.

Siamo sfigati a impiattare frasi fatte.

Nanoprofeti del vorrei ma non posso.

Autodidatti per richiamo paternale.

Quando ero giovane volevo studiarla.

La filosofia mi affascinava.

Poi mio padre esercitò l’egemonia.

La tirannia della pecunia.

Con la sua arte da eminenza grigia.

A ripensarci oggi fu ben strano.

La teoria delle eminenze è roba da gruppi.

Io e lui eravamo invece solo un duo.

Forse era solo manipolazione.

Arte occulta di cui lui era un campione.

Sta di fatto che era già piuttosto ricco.

E se ne uscì con la sua idea di paideia.

Ossia di maiuscola educazione.

Certamente lo puoi fare, di studiarla.

Se vorrai fare la fame.

Mi accese i neuroni fottoni.

Quelli del fottone di paura.

E accantonai quella passione.

Per finire nella branca dell’economia.

La credevo paupera filosofia dei poveri.

A posteriori non fu neanche male.

L’economia reale tratta di buona gestione.

Di risorse impiegate, circoscritte e condivise.

Oikos indica la casa in senso lato.

Nomos sta per norma.

Nell’insieme è il buon senso della casalinga.

Ma appena cominciai un dubbio mi pervase.

La pseudo scienza prese subito uno scivolone.

Provare a definire ciò che era buono e per chi.

Ecco che rientrò in casa la negletta sofia.

Che ci dice cosa è buono per milioni di milioni.

E come funziona questo crogiuolo di sociologia.

Evidentemente avevo doti di veggenza.

Già sentivo il puzzo di una malata gaia scienza.

Gaia solo per qualcuno.

Accumulatore seriale di profitto plusvalore.

In ogni sua sfaccettatura e sfumatura.

Elaborai altre visioni.

Di un equo profitto fattesi motore.

Ma equo e largo erano sempre altro.

Ben distante dal presente del furbo scaltro.

Mi diedero del pazzo con frequenza.

Oggi so che non ero io il fù matto.

L’economia degenerò in rubare grana.

Accumulare per predare in ogni modo.

Per istinto ancestrale da animale.

Addestrato ma di certo non educato.

Piuttosto direi ammaestrato.

Come un orsetto o da criceto.

Ma adesso albeggia una speranza.

Tra il festival e l’empirica coscienza

Finalmente ora avranno visto e capito.

Ci voleva più sofia per tutti.

Ci vogliono più filosofi.

Non è questione di rallentare la scienza.

E’ pur sempre portatrice di progressi.

Va piuttosto accelerata.

Per arrivare a quel punto singolare.

Dove sta il sapere tutto per tutti.

E’ questione di pensare ad educare.

All’economia ma con ogni sofia.

Questo era l’anno della paideia.

Educazione come formazione completa.

Un fucile di sapere nei valori.

Con cui armare ogni fanciullo.

A cominciare da quando è pais.

Per affrontare l’impero del caos.

 

Kalimmudda ipsum dixit

La festa di Sofia

  

Chiù sofia per tutti.



 

 

 

  

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