giovedì 6 agosto 2026

2026 030 – Forestieri miliardèri

 2026 030 – Forestieri miliardèri.

 

Cioè.

No perché.

Uno potrebbe pure dirlo.

Magari gli scappa.

Magari a uno fascista.

Magari della destra.

Magari del governo.

Di ora o del prossimo venturo.

Magari ariano alla noartri.

Alla nostrana.

Magari gli scappa.

Ciccinammafè.

Di tutti ‘sti foresti.

Ci costano bei sghei.

Ma tu però poi che ne sai.

E usala questa AI.

Manco sai quanto è costata.

Per tamponarti quando sei deficitario.

“Ciccinammafè” io però me lo ricordo.

Era l’era della foca monaca avvistata.

La credevano estinta.

La trovarono in terra di orecchiette.

Pregiudizio da pugliese.

Mica ci sono solo quelle.

Ci sono pure dei bei ruderi di trulli.

E abbondenti cimederepe.

Allora un dì arrivò questa foca monaca.

Da tutti venne venerata.

Con la sua monastica livrea.

Oh ciò se l’è bea.

Da Barletta fino su in Adriatico.

Intervistarono uno locale.

Quello era un pescatore.

Gli avevano chiuso spiagge, porti, approdi e snodi.

Per la santa monaca  senza manco recchiettelle.

Gli chiesero un parere, non l’avevano erudito.

Quello rispose alla fascista.

Qua non c’è lavoro e occupazione.

Ma ciccinammafè di questa fòca mònaca.

Così a uno potrebbe scappargli una analogia.

Ma ccicinamma fè di tutti sti forestieri.

Che ci costano pure miliarderi.

Ecco qua la provola che cime non siete (intelligenti in napoletano).

Vi rimando a chi per intelligere vi è stato fatto.

AI.

Miliardere è il saldo netto.

Tra entrate e uscite sono 4,6 miliardi.

E son palanche, ciò.

Ma mi dovete una scrollatina al testo.

Voi sempre a piangere miseria.

Contro quelli creduti sbagliati.

 

Fùmatto Claudietto

L'avveleneta - Tributo Guccini 2026

L'avvelenata. Guccini Con Jannacci

 



 





 

mercoledì 5 agosto 2026

2026 29 – Elvetici felici ai tropici

2026 29 – Elvetici felici ai tropici.

 

Ricchi enormi soldi in stormi.

Erano tempi molto più facili.

Pochi posti esotici.

Tanti elvetici in fondo ai tropici.

Zone di influenza di britannici.

I veraci imperi sono mordaci.

Non lo mollano quell’osso.

Sono di natura ricottara.

Vogliono accumulare il capitale.

Come fosse oro loro.

Non mollano e non muoiono.

Si convertono in servigi finanziari.

Casseforti e blindati nel mondo intero.

Più da presso pure in lussemborgo.

Ma la massa monetaria ovunque ora labora.

Quegli eretici di elvetici stanno fino ai tropici.

Nel ticino c’è lo svizzero nostrano, il fiduciario.

Falso e cortese finge poche pretese.

Ma ringhioso sventola bandiera panamense.

Spaccia dollari come se fossero talleri.

Il mondo monetario è cresciuto e rispartito.

Ma il mantra è sempre evasione nel verdone.

Procedure labili di malèfici eretici elvetici.

Manovrate scatole cinesi fiduciosi.

I vostri soldi non ce li hanno mica.

Come per il resto, non esiste la riserva.

Siete i beneficiari ultimi della vuota scatola finale.

Nascosti dalla cornetta provate pure a prelevare.

Buenosdias soy platàno.

Nome in codice dritto dai tropici.

Chiamo dalla ditta trasporti esotici.

Son Caronte degli inferi.

Vorrei una cassetta dei miei 1000 platanos.

Le banane tropicali ora sono mature.

Non sono più acerbe né troppo dure.

Si, per consegna al posto d’abitudine.

Provenienza bananamense, garantisca.

Mi dica il codice per confermare.

E così per scavallare ogni oceano mare.

Caronte, si è corretto confermato perfetto.

Il messaggio viene instradato.

In rete è tracciato e seguito.

Agganciato per tutto il mondo noto.

Giunge nella plaza repubblicana.

Repubblica delle banane.

Dentro un sacchetto della spesa nera.

Ma sul fondo non hay platanos verdad.

Nada verdes dollarones.

Solo banane verdadere.

Lo zio sam dal ticinese t’ha fregato.

Il fiduciario tropicale è sparito.

Ha pigliato l’elicottero.

Ha piovuto soldi a pioggia.

Nei paesi d’altro mare.

Da cui piovono i migranti.

Sfiduciati già pezzenti.

Ora òra pro poveri nuovi.

L’ofsciore ha traslocato.

Indirizzato desecretato.

La banana repubblicana t’ha inculato.

 

Fùmatto Claudietto

Banana republic

 

 



 




  

lunedì 3 agosto 2026

2026 028 – I migranti sono tornati

2026 028 – I migranti sono tornati.

 

C’è sempre un’altra via.

Partire con i migranti, approdare off-shore.

Così mi intitolavo.

Ora è arrivata una ondata.

Forse è un avvertimento.

Ma i morti non sono risorti.

La rabbia non ci tocca più di tanto.

Siamo terre abituate.

Tutti lì a rimbalzarli fuori.

Pretestuosi di paura.

Si dovrebbe ingegnarsi a tirarli dentro.

Invece di ammazzarli e affogarli.

Si cercasse un modo vero.

Si costruissero filiere.

Si capisse che sono valore.

Anche per creare una nazione.

O un mercato interno intero.

Da umani a milioni a centinaia.

Sono ridicoli di vergogna i muri.

Quelli sono miliardi.

Come pensate voi quattro gatti.

Di respingerne a frotte.

Poi va bene tenerli a casa loro.

Ma non cambiano i fattori.

Sempre devo assemblarci capitale e lavoro.

Mancano i soldi, ripetete a pappagallo.

Ma i soldi sono solo carta.

Voi spacciatori di creativa inventiva.

E trovatelo il modo di stamparli.

Guardate che vi allarmate per quattro gatti.

Se ne arriva un miliardo dopo è tardi.

Le richiamerete invasioni barbariche.

Vi porteranno via mezzo o tutto l’impero.

Occidente, Usa e getta.

Io ho capito che mi chiamo Claudio.

Ma impéro quanto un fumetto.

Muovete il culo ricottari.

Voi che siete tutti miliardari.

Con montagne di dollari a palate.

Pronti da confiscare ofsciore.

Voi siete quelli che prendono a calci il mondo.

Come un pallone.

Noi con due soldi araprimmo scuole e ospedali.

Per la popolazione.

 

Fùmetto fùmatto Claudietto.

Cana

 



 






 Rimozione di masse








2026 027 – O la orsa o la vita

 2026 027 – O la orsa o la vita.

 

Ripenso a certe vicende di finanze.

Alla vita vissuta reale innaturale.

La Ferruzzi, la Montedison e poi pure pezzi di Eni.

Ma in fondo che cosa ci azzeccavano.

Visioni di sinergie e potere e non di un uomo solo.

L’aria che si respirava era da mangiare tutti le palle al toro.

Era tutta una conquista oltre il bullo Zeus.

Già ci si vedeva che ci si ingroppava tutta Europa.

E invece quell’Ambaradan di patatrac.

Potevano starsene sereni senza speculare in salotto.

Pensando ad investire il grano da terreni.

E il nostro mondo non finiva sui giornali.

Fatto a pezzi da un figurato orso epocale.

Invece intervenne quell’animale.

Non una persona sola ma la categoria del predatore apicale.

Avvallato dall’esistenza di un diabolico strumento.

Non dissimile da lotto e gratta e vinci.

Che sollecita il risparmio popolano.

Cui promettono guadagni in un attimo poi sfumati.

La orsa, la orsa b, la borsa.

Io le borse le chiuderei tutte vietate.

Si la so la funzione sociale per il risparmio.

Ma troppo spesso scaricano tutto a valle.

E nascondono ciò che è vero.

Giocano con il risparmio del mondo intero.

Ricettacoli di nefandezze dove piazzano monnezze.

Nel mondo nuovo ci sono invece strumenti efficienti veri.

Come non menzionare i soldi Cybratto.

E l’incrocio dei suoi prezzi perfetti.

Io pago – Ipay.

Io compro –Ibuy.

Io presto – Ilend.

Io investo – Isave.

Una sola piattaforma, un globale market place price.

Poi arrivano le solite occorrenze.

Quelle che non sono coincidenze.

Un opuscolo del Trentino appare sul tavolino.


Parla dello scrigno della biodiversità.

Roba tipo un regno, ma di convivenza e civiltà.

Senza distinzione di genere, bella novità.

Si staglia duro il maschio orso.

Ma non si parla spesso della orsa B.

Il pamfletto è esilarante per quanto sia calzante.

Sempre se non sei nel parco branco dei solinghi orsi buoi.

Sono della specie che carica categorica a priori.

A me basta il pensiero del primo e mi dò alla fuga.

Ma la guida opuscolare è anche essa categorica.

Allontanati lentamente e aspetta che vada via.

Soprattutto cammina piano.

E se si alza sulle zampe posteriori categorico è non scappare.

Ma che, mica sono scemo, quello parte di sicuro.

Questa guida sarà pure buona, ma per i circei orsi da circo.

Allora parte una sincrona onirica analogia.

Penso a un placcato oro orsetto col braccetto dell’ombrello.

Cineseria placcata dorata che fa su e giù e mitt’ancù.

Una borsetta si sgonfia alle prime vendite.

Pilotate per ricomprare ribassato.

Ma questa non è mica economia.

Questo è popolare scippamento alla zia.

Chiamate in sua difesa la nostra orsa borsaiola.

Con la borsa che vi sbrandella di cornate.

Come fosse un orso toro.

Dà la caccia ai ricottari.

Col ruggito sulle zampe a dorso eretto.

Basta mercatucci borse e borsette.

Tutte chiuse a zampate e unghionate.

We are the 99% and we occupy.

C’è chi dice non cambia niente,

Se a cambiare non è la gente.

E allora fate i bravi.

 

Fùmatto Claudietto

Miracoli

 



 

Ndr :  Occupy Wallstreet

https://www.treccani.it/enciclopedia/occupy-wall-street/

https://en.wikipedia.org/wiki/Occupy_Wall_Street

 

sabato 1 agosto 2026

2026 026 –Preghiera ai bombaroli

2026 026 –Preghiera ai bombaroli.

 

Chi va dicendo in giro che non sono bombarolo.

Non sa con quanto amore mi dedico al tritolo.

Non è che io non voglia parlare di bombe e guerre.

È che non ci metterei nessun valore dirimente.

Non vorrei neppure essere del tutto ipocrita.

Ma non sarà che in fondo non ci frega niente?

Finché un missile o un bomba non ci scoppia in casa.

Con le immagini in televisione allora meglio la rimozione.

Però per grazia ricevuta una cosa l’ho imparata.

È colpa del sistema, sperequazione, educazione.

Armi, soldi, potere e deliri onnipotenti, sempre di altri.

Ma poi si trascura la fondante psichiatrica questione.

L’uomo lupo ringhia figo o guaisce da sfigato solitario?

Mi pareva una cazzata prima di sentirmi profferire verbo.

Invece certuni sono incarogniti già da appena nati.

Mentre la natura pura è nata buona e incontaminata.

Rivolgete sguardi e menti verso dove e altrimenti.

Lasciate tutti in pace e vedrete il bocciòlo sociale.

Fervidi intelletti a trovare soluzioni per milioni.

Il problema è dunque un figliolo di bocciòlo.

Succhia linfa per farsi grande e alto.

Fino oltre a superare il seme padre.

Risultato selettivo naturale varietale: è apicale.

Ma non è quello il progetto della iniziale meraviglia.

Con o senza tronco o stelo ci si dimentica quel “quelo”.

Allora mi arrovello e mi scervello.

Ci credevo tutti nati uguali.

Ma qualcuno è altrimenti predisposto.

Per sentire il fascino del grano o equipollente.

Portatore insano di domìnio.

Fino a concepire qualche abominio.

Hanno bisogno di salire senza sapere elevarsi.

Anche solo per il gusto di potenza.

Alla deriva nel delirio di onnipotenza.

Ad alcuni mancano proprio le basi, troppo io e nessun noi.

Non a tutti sia allora dato di maneggiare l’importante.

Il gregge non è feroce rapace capace o veloce abbastanza.

Resta fiducioso sereno e pacioso nel suo brucare gioioso.

E che altro dovrebbe fare.

È già un miracolo alchemico che faccia lana e formaggio.

Spesso poi è storia di psicologia, senza scomodare ancora la genìa.

Ci sono i traumi di bambino, che se lo sfrulla ma è piccino.

O la mamma un po’ baldracca, spesso intenta a far la vacca.

Un padre padrone di spessore.

Eminenza da oppressore di grigiore senza colore.

I piccini cresceranno in astinenza di diritto alla rivalsa.

Sogghigneranno feroci quando giungeranno all’importanza.

Poi ci sono certo i cromosomi con l’indole da allodole.

Forse dovrò rivedere le mie credenze.

Credevo che tutto profumasse.

Poi ho trovato il male.

Sento ancora l’eco di quel mantra di mio padre.

Comandare è meglio di fottere.

Il denaro è lo sterco del diavolo.

Io ne ho fatte di porcherie.

Il tumore è la mia punizione, disse.

Plateale e teatrale, sul letto di morte cacciò il frate nipote Fabio.

Dita a croce verso il confessore.

E certo, a lui che gli fregava.

La sua nemesi era già prevista.

E l’avrei pagata io.

Senza manco un succo di cicuta.

Per una bevuta a mano avvelenata.

Tutto ciò a partire a parlar di bombaroli.

E a noi cosa rimane per la loro conversione?

Abboffarli di verbo pensieri e utili opere buone.

Senza scoraggiarsi a ripetere parole e neurosfere.

Che poi chiamiamo anche preghiere.

E se vi sembra poco, allora sulfumigi.

Vaporizzate tutti.

Con il succo di cicuta.

E farete infine i buoni.

 

Fùmatto Claudietto

Santana all stars Montreux 2004 - Hymns for Peace - Imagine

 

 








G  

venerdì 31 luglio 2026

2026 025 – Obesi numeri al lotto.

2026 025 – Obesi numeri al lotto.

 

Antefatto.

Daniela vince spesso al gratta e vinci.

Importi piccoli, sarà pure fishing.

Si ma i dieci euro lei si e gli alti no.

Allora.

Ma che bello lo stanzone.

Ogni volta è votazione.

Escono numeri in colonna.

Ci vuò l’aiuto della madonna.

Nel parlamento sono certo ci sta l’eco.

Si ripetono gli stessi “venite meco”.

Sono triste per una assenza.

Lo spettro del comunismo.

In campagna ci si è perso.

Si poteva certo usare qualche idea.

Ideali egualitari contro vertici apicali.

I fascisti ce li donano gli americani.

La più gran democrazia planetaria.

Usa e getta, ecco il voto popolare.

Poi decidono quattro gatti di elettori.

Grandi.

Ma non voliamo troppo alti.

Ho un fatto piccolo da raccontare.

Esemplificatore di altro spessore.

Pieno di cultura e tradizione popolare.

La mia mamma al lotto ci giocava.

Mentre mio padre dissentiva.

Io credevo perché non è così che si guadagna.

Anni dopo scoprii la gran magagna.

Tra le mafie e chissà quali mille trucchi.

Allafine il banco vince sempre.

Se lo Stato incassa 100, poi in palio mette 10.

Ecco qua la tassa occulta.

Camuffata a ogni puntata.

E’ una miriade di giochetti e di trucchetti.

Tra cui nascono dipendenze.

Sono piccoli specchietti per allodole.

C’è però anche di peggio.

E’ il venefico modello sociale apicale.

A sperare la memorabile vincita epocale.

Non era mica così, mammà.

Tanta sproporzione è malata perequazione.

Oggi se vinci fai 200 milioni.

Ma che fretta c’era.

Maledetta urna pallottoliera.

Questo è capitale ricottaro.

Una vittoria la potevi fare proletaria.

Un bel cadauno diecimila euri.

Così per ventimila conquistatori.

Una serie di felici plotoni familiari.

Ho pure un esempio al focolare.

Una cinquina antica per Daniela.

Grande festa per la famiglia intera.

Invece oggi si gioca sul modello Usa e getta.

Premio il vertice che divarica alla base.

Calciatori, negri d’arte, cantanti, attori.

Personaggi di arte dubbia.

E scontato sia il divario allargato.

Il divario, cronaca di una rivoluzione algoritmica

Imperdibile romanzo di problema.

Mo’ mi metto a venderlo anche io.

Con la riffa e il gratta e vinci vi darò la dipendenza.

E il ritorno alla neuro.

Gratta, gratta, gratta.

Grattati sti coglioni.

Fino a che ti vengono i neri unghioni.

Senza vincere i milioni.

Scrivi scrivi scrivi i nummarielli.

Ma quali numeri in colonna,

Ci vuole l’aiuto della maronna..

 

Fùmatto Claudietto

Tre numeri al lotto