martedì 21 ottobre 2025

2025 10 21 - Era un impero Usa e getta

 2025 10 21 - Era un impero Usa e getta.

 

Ops, mi è finito l’impero.

A me scappa pure che era ora.

Lo dice anche quel signore dal nome da lungomare.

In effetti un gran teorico del via mare.

E ci illustra la rivoluzione geopolitica mondiale.

In tre lucide seguenti appropriazioni in nome del copyleft.

Era un impero fondato sul sogno.

Ora non ci crede più nessuno.

Era un gigante dai piedi di argilla.

Fondato sulla cultura dell’appropriazione a priori.

Brilla ancora quel famoso dollaro d’argento e non d’oro.

Lasciato da un generale in giacca e occhi turchini.

Sul fondo di un sand creek.

Che fosse una grande sòla non te lo insegnano a scuola.

La riconosci sola in certi versi di sagge parole.

Credici le libertà Eiffel sono ruggine.

E quella cultura è molle e fragile.

C’è un grande baco nella mela marcia.

Non si vive uniti di sòla lingua e di moneta.

Era ora, dunque.

Ma è breve il sollievo mondiale militare.

Come sarebbe bello.

Ma la verità è viscida come una anguilla.

Presa nella rete dei pescatori d’oro.

C’è un problema a rischio vero.

Poveretti poverini questi americanini.

Ci hanno portato tante cose.

Sono tanti anni e non se ne vanno.

Si sono presi i meglio posti, cose, basi e porti.

Ma la verità è che sono straccioni dentro.

Con le pezze al culo.

Non c’è manco un dollaro d’argento nelle casse dello stato.

Han fondato tutto l’impero su di un aeroplano di danaro.

Han stampato dollari nel senso inteso proprio di cambiali.

Sono divenuti così padroni del mondo. 

In realtà preso in prestito, giusto il tempo per svuotarlo di valore.

Comperato dando in cambio carta straccia.

Con la colt puntata in faccia.

Svincolati da oro, argento o mirra sono piazzisti di cartaccia.

Tu mi dai, o io me lo prendo, un pezzo di qualcosa di valore.

Io ricambio con un foglietto verde che ricorda lo zio samuele.

Che era quello che nel 1800 vendeva carne all’esercito.

Lo zio Sam si arricchì già allora sulla cultura della guerra.

E poi a crescere tutti a sognare di fare fortuna.

La più grande truffa mai perpetrata.

La moneta liberata fu svincolata dall’oro e dalla realtà.

Per trilioni di trilioni che nemmeno un paperone.

O ‘mericano è na sacca sicura e nun se po’ caccià.

Così già cantava Pino Daniele, mentre io pensavo da Gaeta.

La questione non è quindi solo di flotte a via Caracciolo.

Direi piuttosto di flottante.

Tutto nascosto in borse e tra canali, isole e anguille.

Trasportati in nanosecondi dove vuole il samuele.

Sotto i mari, sopra i fiumi, sotto inutili ponti di strutto.

Sopra il letto di ogni torrente di sabbia.

Mentre al popolo del divario percola solo un briciolo di salario.

Un modello replicato dappertutto.

Con l’arte esplicita del ricatto.

Di un popolo dal facile grilletto.

Che se gli va ti buffa il debito in un istante.

Più che le flotte poterono i flottanti, o forse entrambi.

Perchè gli imperi non muoiono mai.

A fine mungitura restano pluti predoni.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Il torrente di sabbia, il sand creek

 

 Fonte delle immagini: Lucio Caracciolo Limes al Festival Pianeta Terra










 


 


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