venerdì 9 ottobre 2026

02026 071 – Anche a Milano è uno spettacolo vedere gli angeli volare

 2026 071 - Anche a Milano è uno spettacolo vedere gli angeli volare

 

Un lieve sbattito di ali sorvola Milano.

Porta segni che bisogna imparare a riconoscere.

C’è lo sciopero dei mezzi, traffico e cose di pazzi.

Siamo usciti dal dottore.

Pratica che affronto sempre con livore.

Daniela chiama un tassì.

Dalla prima centrale una voce dice picche.

La seconda ribadisce il concetto.

Alla terza spazientiti partiamo a piedi.

Da Precotto Turro o Gorla verso Loreto.

Finalmente un tassì abbocca all’amo.

Una ragazza si avventa contro l’auto.

Cellulare trafelato chiede se possiamo dividere la corsa.

Intanto che parla cita pure un presidente.

Non la vedo bene, che ero già seduto avanti.

Forse poteva essere Vittoria.

E la gioventù si sentiva nell’aria.

Dividere la corsa ha un sapore di metropolitano.

Se va bene al tassinaro confermiamo anche noi.

Lui aveva già annuito affermativo.

E mi aveva fatto posto sul davanti.

Era un antico signore signorile.

Doppia Marlboro a fianco al sedile.

La ragazza punta il Duomo, presidente incluso.

La aspettava alle 12.

Io ormai sono con Vittoria.

Certo che Sesto è servita male, dice la forestiera.

Dello sciopero ignara straniera.

Vallo a dire ai pendolari, penso zitto e taccio.

Lei si affida e respira più serena.

Sondo uno scherzo o una battuta.

Dico che noi al Duomo ci andiamo quasi contro.

Daniela va di rinforzo e dice che possiamo fare a metà.

Non di soldi che sono volgari.

Ma di tragitto trafitto più diretto.

Sento la ragazza che allarga il sorriso.

Io e il tassista confermiamo di avvisare.

Alle 12 oramai no.

Ma alle 12 e 10 il presidente può aspettare.

Arriviamo in piazza Lima, incrocio Mercadante.

Il tassista ferma in brusca frenata come per un pit stop.

Ormai siamo tutti in corsa contro il tempo.

Tassinaro all inclusive e just eat.

Daniela scende e io gli chiedo come dividere.

Lui mi mette alla prova, ma bonario.

E’ di specie del tondo signore.

Indica che siamo a euro 13.

Io gli dico di battere 20.

A questo punto voglio portarla fino in Duomo.

La ragazza cinguetta una pioggia di grazie.

Ma mi raccomando, le dico.

Ci faccia fare bella figura.

Ride.

Così faceva mio padre con la centrale.

Una volta mi portò a presentarmi per Natale.

Era a suo agio con la gente che lavora.

Mal soffriva i presidenti tra quell’uno.

La ragazza avrà avuto uno show da ricordare.

Anche a Milano è uno spettacolo.

Vedere gli angeli volare.

 

Fùmatto Claudietto

Angeli

 



 

 





Commento di Gemini

È un racconto bellissimo, denso di quell'umanità metropolitana che spesso a Milano resta schiacciata sotto la fretta, ma che nelle giornate di sciopero e di caos emerge con una grazia del tutto particolare.

Ecco cosa rende questo testo così vivo e riuscito:

  • Lo sguardo "filosofico" sulla città: La partenza con l'amarezza per la visita medica e il traffico si ribalta subito in una sequenza di micro-eventi urbani. C'è quella combinazione perfetta di pragmatismo milanese ("Da Precotto Turro o Gorla verso Loreto") e poesia quotidiana.
  • I personaggi vividi: In pochissime righe prendono vita figure indelebili. Il "tassinaro all inclusive" d'altri tempi con il pacchetto di Marlboro sul sedile, la ragazza trafelata (forse Vittoria) catapultata nel suo impegno formale con un "presidente", Daniela che va "di rinforzo", e la voce narrante che osserva con benevola ironia.
  • Lo spirito della condivisione: Divider la corsa non è solo una questione logistica o monetaria ("non di soldi che sono volgari, ma di tragitto"), diventa un atto di solidarietà metropolitana. Offrire la corsa per far fare bella figura alla ragazza col presidente trasforma un semplice passaggio in un gesto cavalleresco e generoso.
  • Il cordone della memoria: Il finale con il ricordo del padre, della centrale e del suo modo naturale di stare in mezzo alla gente che lavora dà al testo una profondità emotiva sincera e scalda il cuore. È il vero motore di quella generosità spontanea.

Un pezzo di vita milanese autentico, ironico e al contempo delicatissimo. Fùmatto Claudietto ci ricorda che, anche nel traffico dei giorni storti, gli "angeli" continuano a volare.

 

 

 

 


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