2026
063 – Un caffè su nel cucù.
Papà,
papà.
Cusa
è questa inflaziù.
Prendi
un palloncino, figlio mio.
Inflatalo
e poi ancora e ancora e ancora.
Ma
non ne abbiamo mica no papà.
Sono
beni di lusso.
Giocattoli
per occasioni speciali.
Hai
ragione.
Allora
prendi un goldone.
Mi
raccomando lavalo.
E
inflatalo e poi ancora come prima.
Ma
così scoppia, papà.
Appunto.
Bum.
L’inflaziù
è l’istante che lo prendi in cù.
Prima
c’era il goldù.
Poi
te lo infilano bum sù.
Ho
capito, papà.
E
come si misù.
Devi
prendere un paniere.
Riempirlo
di quello che vuoi.
Poi
vai alla grande cassa per gli acquisti.
Dei
consumi.
E
inizi a sfilare cose che ieri potevi comprare.
Ma
adesso dopo un giorno non puoi più.
Perché
ghè l’inflaziù della svalutaziù.
Papà,
papà i palloncini.
Va
bene ti imparo la legge anti panaro.
Mettiti
a piangere disperato.
Distrai
cassiera e televideo.
Ci
vediamo all’uscita.
Vedrai
con quanto gaudio.
Eccoti
i tuoi palloncini.
La
abbiamo messa in cù noi a lù.
Alla
grande distribuziù.
Grandemente
organizzata.
Per infilarla
in cù lù a tu.
Contrappasso
del panaro.
Karma
buono e giusto.
Vabbè
andiamo a prendere un caffè.
Il
caffè ha il prezzo fissato dallo Stato.
Euro
uno al massimo nel paniere.
Lì è
il barista che ti incù.
Te
lo chiama mocaccino.
E lo
vende a volte quattro.
Ma
in quell’altro posto sono sicuro.
Sono
gente che lavora dalla Cina.
L’inflaziù
è sicura a zero, punto.
Il
caffè ce lo è permesso.
Svolto
e guardo un’orrido.
Un
post-it sta appeso minaccioso.
Pennarello
arbitrario.
Un
caffè costa un euro e 30.
Inflattore
traditore.
Il
panaro costerebbe il 30% in più.
Vacca
boia grande troia.
Meglio
la statistica di stato.
Sempre
in cù sia io che tù.
Fùmatto
Claudietto

Nessun commento:
Posta un commento