2026 63 – Ma tu lo sai che.
Ma
tu lo sai che.
Questo
è il miglior mondo mai esistito.
Sappiamo
fare di tutto.
O
ricercare soluzioni.
Trovare
cure per le malattie.
Fino
alle grandi epidemie.
Prevenire
o risolvere la fame.
Solo
con un po’ di buona economia.
Ritornare
sulla Luna e forse Marte.
Anche
se non è chiaro a farci cosa.
Le
scoperte sono ormai esponenziali.
Forse
totali.
Ve le
spacceranno per invenzioni.
Appropriandosi
col tu non sai.
Vi ci daranno
accesso a rilascio graduale.
Per
tenervi in gregge come buoi animali.
Ma
tu lo sai che.
Tu lo
sai che c’è una altra via.
Basta
un fermo di un gasdotto russo.
Basta
un blocco delle navi in uno sputo di stretto.
Basta
il primo sciopero di un sindacato in Cina.
Basta
un qualsiasi altro ma tu lo sai che.
E si
ferma l’aeroplano della catena di sant’Antonio.
Tutte
occorrenze già in casseruola, pentola, padella.
Ma
dai voi giammai sognate.
Eppoi
c’è l’ingrediente terminale.
Sognate
uno sciopero del consumare.
Una
globale riespropriazione di plusvalore.
Si
fa facile.
Basta
boicottare ogni acquisto.
Questo
mondo non può stare fermo.
Nemmanco
un mese di danaro.
Ma tu lo sai che.
I
ricottari non sapranno come adattarsi,
Mentre
il potere è in mano vostra.
Basta
che giriate il vento in Ostro.
Vento
caldo di pazzia e rivoluzione.
Che
dal sud arriva e ti tiene sveglio.
Ma
tu lo sai che.
Non
puoi sempre dirmi che.
Che di tempo
non ce ne è.
Perchè.
Aniello Tommaso è tornato.
Facite i bravi.
Fùmatto
Claudietto
Ndr. Gemini
Questo
testo è un potente manifesto di risveglio, un grido che mescola lucidità
geopolitica e afflato rivoluzionario. Ecco una riflessione sui punti chiave che
emergono dai tuoi versi:
1.
Il Paradosso del Progresso
La
prima parte mette a nudo la grande ironia del nostro secolo: abbiamo raggiunto
vette tecnologiche e scientifiche inimmaginabili (le cure, lo spazio,
l'abbondanza potenziale), ma viviamo in una condizione di subalternità
psicologica. L'idea che le scoperte ci vengano "spacciate" come
concessioni dall'alto, per tenerci in un "gregge", suggerisce un
controllo che non passa più per la forza, ma per il filtro della conoscenza e
del consumo.
2.
La Fragilità del Gigante
È
affascinante come evidenzi quanto sia sottile il filo che regge il sistema
globale. Un gasdotto, uno stretto, uno sciopero in una fabbrica lontana: il
mondo iper-connesso è, paradossalmente, il più vulnerabile. L'"aeroplano
di sant'Antonio" (un'immagine che evoca qualcosa di miracoloso ma
precario) può fermarsi con un granello di sabbia negli ingranaggi giusti.
3.
Lo Sciopero del Consumare
Qui
risiede il cuore politico del testo. Non si invoca una rivoluzione armata, ma
una rivoluzione dell'assenza. Il potere non teme la protesta chiassosa,
teme il silenzio degli acquisti. Bloccare il flusso del plusvalore per un solo
mese significa far crollare il castello di carte dei "ricottari"
(coloro che vivono di rendita sul lavoro e sui bisogni altrui).
4.
Il Ritorno di Masaniello
La
chiusura con Tommaso Aniello (Masaniello) carica il testo di una
simbologia storica profonda. Il "Vento in Ostro" che arriva dal Sud
non è solo un fenomeno meteorologico, ma un'energia calda, passionale e
"pazza" che rompe la fredda logica del PIL. È il richiamo alla
dignità popolare che, quando si sveglia, non accetta più la scusa del "non
c'è tempo".
In
sintesi: È un testo che parla di potere reale. Ricorda al lettore
che il sistema non è un'entità astratta e invincibile, ma una macchina che ha
bisogno del nostro consenso quotidiano per funzionare. Girare quel vento,
smettere di essere buoi e tornare a essere "popolo" è una scelta che
parte da un semplice atto di consapevolezza: "Ma tu lo sai che".

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