martedì 31 marzo 2026

2026 57 – Bandiera rossa alla riscossa.

2026 57 – Bandiera rossa alla riscossa.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Qualcuno era comunista

 

Il signore è bianco canuto cauto.

Lo segue il suo cane di pari candore.

Circospetto controlla l’androne.

Poi entra sicuro, lui con il cane.

Il portone accede allo spaccio cinese.

Uno di quei negozi dove trovi anche tuo zio.

Da lontano si sente la bizzarra richiesta.

Vorrei una bella bandiera, bella rossa.

Di quelle evocative della riscossa.

Il cinese ritorna dal retro.

Nessuno ploblema tiene in mano una tela.

Da sotto un angolo spunta un disegno.

Quattro stelle rappresentanti di classi.

Un fondo rosso comunista rivoluzione.

E uno stellone maggiore.

Il partito che guida.

La si srotola e ammira con moto sincero.

Il cino negoziante si ri sente in dovere.

Mi laccomando che stia ben in vista al balcone.

L’uomo guardingo controlla la pezza.

Scusa, in che senso.

Così quando alliviamo tu per noi sei amico.

E poi, soprattutto.

Italiano ti amiamo ma meglio una sosta.

Una vacanza, al limite pure pagata.

Una opportuna breve detenzione.

In centri albanesi e affini infine riempiti.

Per una profonda rieducazione neurale.

Per estirpare il credo alle strisce e stelle.

Allora ci offrirete il paese in affitto.

Due secoli sani di turismo estremo.

Lo metteremo tutto a nuovo.

E sentirete come si sente il deprivato colono.

Hongkong.

Il negoziante compiacente lo guarda gaudente.

Chiesi quanta costava l’iconico rosso.

Ploplio pelchè sei tu italiano sono 7 eulo.

E se non ero io ?

Allola era 1eulo soltanto.

 

Fù matto Claudietto

Qualcuno era comunista

 

 


 

 






Bandiela rossa

La bandiera della Repubblica Popolare Cinese, nota anche come la "bandiera rossa a cinque stelle" (五星红旗 in pinyinwu xing hongqi), venne disegnata da Zeng Liansong (联松 zēng lián sòng), un economista di professione e talentuoso artista che risiedeva a Rui'an (瑞安 rùi ān), che si trova a Zhejiang: disegnò la bandiera in risposta ad una circolare distribuita dalla conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPCPC) nel luglio del 1949, poco dopo che essa prese il potere.

Dopo che più di 3.000 proposte vennero ricevute il disegno di Zeng venne scelto, dopo essere stato nominato come uno dei trentotto finalisti. Mao Zedong in persona issò la prima di queste bandiere su un'asta che sovrastava piazza Tienanmen, il giorno in cui venne mostrata per la prima volta.

Simbologia

Il disegno incorpora alcuni dei ben noti simboli del comunismo: lo sfondo rosso e il giallo brillante per le stelle. La stella più grande simboleggia la guida del Partito Comunista Cinese. L'interpretazione popolare vuole che le quattro stelle più piccole rappresentino le quattro classi sociali: gli operai, i contadini, gli studenti e i soldati, ma questa resta comunque un'interpretazione. Per l'autore della bandiera, Zeng, le quattro stelle simboleggiano i lavoratori, i contadini, i piccoli borghesi e la borghesia.[1]

 

 


lunedì 30 marzo 2026

2026 56 – Succuppazione, pedagogo o gigolò.

2026 56 – Succuppazione, pedagogo o gigolò.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Servi della gleba

 

Belli i disegni che io non li so fare.

Me li fa il capocchione, l’artificiale.

Mi potenzia il fato d’esser nato umano.

Poi però mi lascia affogare dentro il paltone.

Un lento addio tra futuri barboni.

Servi dell’artificiale succupazione.

Succupazione, occupazione del suca.

Il moderno lavoro in sottocupazione.

Sbocciano però fiorenti alternative.

Sono quelle della IA generattiva.

Quella da messia di dittongo raglio.

Partorisce modernità e progresso.

Sempre più nuovo sempre più spesso.

Codici binari sono uova piene di dati.

Le galline rivelano la loro vera natura.

Sono solo veicoli, avicoli strumenti.

Un uovo serve solo a fare un altro uovo.

Ave volatile gallina, centridati te salutant.

La questione è cosa resta a noi scrivani umani.

Il pedagogo d’algoritmo era stato cristallino.

Meno limpide furono le sue declinazioni.

O quanti bei lavori in futuro con te, madamadorè

Posso fare il data enter, che infarcisce di data i center.

L’annotàtor farà il contraire di terminàtor.

Rintronàtor etichetta enormi quantità di dati.

Perché l’algoritmo riconosca modelli e schemi.

L’eticista del piantonare è feticista.

Fa il censore vigilando pure sui memi.

Per frenare pregiudizi e altri danni vari.

Poi si sale di livelli verso alti domìni e castelli.

Fino al mio diletto prediletto, l’addestràtor.

Il cecchino di lignaggio dei modelli di linguaggio.

Lui ti cura da lontano.

Per vedere se fai riflessioni sane.

Tutti insieme si insegna e impara.

Sempre col costante fidbechk umano.

Civiltà dell’intelletto.

Psicoquanti io vi connetto.

Con gli schemi io vi istruisco.

Ora andate e moltiplicatevi.

Ordinati in reciprocità siete controllati.

Così si accresce e gonfia la neurosfera.

Così orbita retta la terra intera.

Poi un giorno vi sveglierete.

Capirete che la gallina è fatta di dati.

Mentre i lavori nuovi saranno sì pagati.

Ma con altri dati da ladroni centesimati

Tutti schiavi di una libertà inventata.

Resterà una sola via di uscita.

Analogica.

Anziché il pedagogò si farà il gigolò.

Vale anche per le femmine.

Non le scorte, ma l’escòrt.

Ti riecheggerà una voce.

Papi papi non ho tempo.

Non mi rompere ‘sto cazzo.

Sto allenando la boccuccia.

Devo affinare il mio risucchio.

Devo migliorare a spompinare.

Più veloce a fare spruzzare.

A centesimi per volta mi si sloga tutta la bocca.

Quella vera naturale.

Mica quella artificiale.

 

Fùmatto Claudietto

Mi vuoi mettere una scopa ......










Gemini

L'evoluzione dell'intelligenza artificiale sta ridisegnando il panorama educativo, introducendo figure professionali che non si limitano a insegnare all'IA, ma che utilizzano l'IA per trasformare l'apprendimento umano. 

Figure Emergenti nel Settore Educativo e Tecnologico

Le nuove professioni si dividono principalmente in due rami: chi istruisce i modelli tecnologici e chi guida gli studenti nell'uso consapevole di questi strumenti.

  • AI Trainer (Addestratore di IA): Si occupa di "insegnare" ai modelli di linguaggio (LLM) come rispondere correttamente, affinando la precisione e la pertinenza delle risposte attraverso il feedback umano.
  • Data Annotator: Una figura fondamentale che etichetta e classifica enormi quantità di dati (testi, immagini, audio) per permettere all'algoritmo di apprendere e riconoscere pattern specifici.
  • AI Ethicist (Eticista dell'IA): In ambito educativo, vigila affinché gli strumenti di apprendimento siano privi di pregiudizi (bias), rispettino la privacy e promuovano un'inclusione equa.
  • Docente Mentor/Regista: Il ruolo dell'insegnante tradizionale evolve in quello di un "allenatore" o mentore che personalizza i percorsi didattici supportato da assistenti virtuali, focalizzandosi sullo sviluppo emotivo e sociale degli alunni.
  • AI Business Specialist: Professionista che integra soluzioni di intelligenza artificiale all'interno di istituzioni educative o aziende per ottimizzare i processi di formazione interna. 

Competenze Chiave Richieste

Per queste nuove professioni, non bastano le conoscenze tecniche; è necessario un mix di abilità trasversali: 

  • Prompt Engineering: Saper dialogare con l'IA per ottenere risultati precisi e utili alla didattica.
  • Pensiero Critico: Fondamentale per valutare l'accuratezza delle informazioni generate dalle macchine.
  • Soft Skills: Empatia, comunicazione e intelligenza emotiva restano competenze insostituibili che l'IA non può replicare.
  • Data Literacy: Consapevolezza nella gestione e nell'interpretazione dei dati digitali. 

 

Si chiama generativa per un motivo molto semplice: a differenza delle IA tradizionali che servono a "classificare" o "predire" qualcosa (ad esempio decidere se un' email è spam o riconoscere una faccia in una foto), questa tipologia di intelligenza crea contenuti nuovi che prima non esistevano.

In pratica, non si limita a scegliere tra opzioni predefinite, ma mette insieme pezzi di informazione per "generare" un output originale.

Cosa genera esattamente?

Le categorie principali di contenuti creati sono quattro:

  1. Testi: Scrive saggi, poesie, codice di programmazione, email o riassunti (pensa a ChatGPT o Claude).
  2. Immagini: Crea illustrazioni, loghi o foto realistiche partendo da una descrizione testuale (come Midjourney o DALL-E).
  3. Audio e Musica: Genera voci umane sintetiche, traduce discorsi mantenendo il timbro originale o compone brani musicali interi.
  4. Video: Produce brevi clip animate o filmati partendo da un testo (come i modelli Sora di OpenAI o Runway).

 


sabato 28 marzo 2026

2026 03 28 –Rondini dal truculo trombòculo.

2026 59 –Rondini dal truculo trombòculo.

Per Onda su Onda, su www.shareradio.it. Fondo Sai quale è il problema, e te lo scrivo. Preservativo.

 

Abracadabra, simsalabim, bibbidibobbidibibu.

Ah no ecce qua, era hocus pocus.

Noo, è pocus ocus.

E’ di certo una magia, un incantesimo, un sortilegio.

Una fattura non priva di un certo suo pregio.

Usmo sentore di trucula presa p’òculo.

Occhio che cresce, occhio che avanza.

Occhio di scorta. occhio che danza.

Il trombòculo è così trùculo.

Truculento trombo nel bulbo d’òculo.

Scruto la linea dell’orizzonte.

Cerco l’artefice del mio incantesimo.

O almeno un segno del suo disegno.

Da dentro al cielo calano gli stormi.

Si gonfiano le rondini sbucate puntiformi.

Quasi le inquadro nelle mire del mirino.

Ma pocus ocus, simsalabim e tutte còse.

Sùbite svaniscono chiare, e spariscono in mari scuri.

Tra bagliori senza clamori bordati d’ori e allori.

Perdo i pezzi, signor gigi.

È l’eta che avanza in tromba.

Dritti dritti verso la tomba.

Due ginocchia sono andate, che peccato.

Almeno una la credevo risparmiata.

La caviglia è claudicante come il nome.

Nonostante sia alla moda.

Quella dell’artificiale Claude.

Mi è marcita anche la biliare colecisti.

Non si può mangiare più manco un salame.

Solo poco pane che ti resta sempre fame.

E risveglia il fecaloma,

Uno stronzo e tanto aroma fino a Roma.

Pure il pistola mi è finito male.

Attaccato al pube fa il malato terminale.

E poi il mio senno, che me lo hanno rubato disperso.

Nascosto sopra la luna o forse presso l’astolfo.

Forse dietro il lato oscuro, forse dentro un buco nero.

Dove non lo segue e trova più nessuno.

Dove un membro si riposa, da una vita senza posa.

Noi si resta in terra a fare finta di essere sani.

Tra le verità distorte.

Tra catarrate cristallini e nervi d’òculi.

Quando ecce qua che torna in auge la prevenzione.

In persona della totipotente invenzione, il goldone.

Ah, se se lo mettevano prima, i miei antenati.

Oggi niente procreazione sfatta in pezzi.

Un rondone plana sulla verace questione.

Se esisteva già da allora il secolare barrierone.

Documento la questione che mi pare ancestrale.

È il capocchione artificiale che rifà tutta la storia.

Parte dal lino in pezzoline, fino al lattice felice.

Forse del Falloppio, spesso erano cose poco utili.

Ma poi ci ha raggiunto il lattice del moderno progresso.

E oggi invece è certamente certo che no.

Allora fondo questo movimento.

Per la prevenzione dalla fecondazione.

Prima della mia prossima reincarnazione.

Mementate che non siete stati autorizzati.

Ricordate sua signoria il preservativo.

Ricordate il mio goldone.

Sempre vostro fùmattone.

 

Il fùmatto Claudietto

Sai quale è il problema, come è difficile dire preservativo


Gemini


 

mercoledì 25 marzo 2026

2026 04 25 – Fedeltà, resistenza, brucomente

2024 04 25 – Fedeltà, resistenza, brucomente.

 

Correvo il rischio di perdermi il brucomente.

Bisogna saper cogliere i segni.

Ci vuole un occhio di falco.

Rapace capace di bene e di pace.

Bisogna separarsi da schemi male influenti.

Ricordare fedeli le cellule potenti.

Quelle di farfalle che paiono soccombere.

Ma sono immaginative.

E resistono a immaginare.

Il bruco le rigetta.

E loro resistono e crescono lo stesso.

Anzi sempre di più.

Dopo avere tanto resistito un giorno travolgono le cellule bruco.  

E sbocciano.

Capaci di immaginarsi diverse davvero.

Così resistenti da farsi le ali.

Per predisposizione nei geni.

Le cellule alate resistono all’assalto.

Mentre il bruco difende il suo stato di baco.

Fino a che l’onda tracima ed esonda.

E travolge il bruchino, poverino.

Lui ha solo fatto la sua parte.

Si è trasformato metamorfosizzato.

Pensiamo ai giovani in mutazione.

Li ascoltiamo parlare e raccontarsi entusiasti.

Un fremito di fervore attraversa la stanza.

Parlano di cooperare per la salute mentale.

Era il giorno della mutazione referendaria.

Era sbocciato un altro corpo di elettorato.

Ma guadateli tutti quei giovani.

Educati hanno covato per generazioni quel baco.

Noi terraioli ci guardiamo circosospetti.

Non ci sono più i giovani di una volta.

No, questi magari sono meglio.

Ecco la buona ricetta.

Bisogna essere fedeli alla idea immaginata.

Resistere agli urti della vita in trincea.

Sapersi progettati per adattarsi a volare.

E allora su nel cielo con un fisico bestiale.

Ci vuole un cuore speciale, generazionale.

Allora fate i bravi tutti quanti voialtri.

Lasciateli mutare in volo.

Non sono quelli molli come fichi.

Questi giovani sembrano fichi.

Sono forti di costituzione sana.

Hanno resistito a sufficienza.

Ora è ora della liberazione.

Freme un tremito di fervore.

Metamorfosi di generazione.

Mentre intorno gira la stanza.

La farfalla compirà la sua resistenza.

E un’alba vincerà.


Il fùmatto Claudietto

Ci vuole un fisico bestiale

 

 



 

 




Note del redattore fùmatto Claudietto

https://cazzimmoso.blogspot.com/2026/03/2024-03-24-lor-eminenze-le-generazioni.html

https://cloeconomie.blogspot.com/2025/03/2025-03-18-il-risveglio-del-brucomente.html

https://www.cooperativaborea.it/

 

martedì 24 marzo 2026

2026 03 24 – I giovani d'oggi - Loro eminenze, le generazioni

 2026 03 24 – I giovani d'oggi -Loro eminenze, le generazioni.


Eminenza generazionale.

Preminenza generazionale.

Alla fine si è votato.

Referendum confermato.

Costituzione congelata.

Scolpita nelle masse popolari.

Il vero dato è quello giovanile.

Emerge l’eminenza grigia.

Vincono generazioni intere.

Per il solo fatto di partecipare.

E votare in nome di padri e madri.

La vittoria è generazionale.

Generazioni che conservano speranza.

Ne ho guardate alcune ai tiggi.

Ho anche pensato a Vittoria.

Tra fatiche e arranchi loro avanzano.

E mi sono commosso.

Per tutta quella vita.

Che spinge, preme e pulsa.

E reclama la restituzione.

Loro è il mondo.

Seguiranno tanti se.

Ma infine otterranno quello che più conta.

Saranno donne e uomini.

In un mondo nuovo.

Che avranno fatto migliore.

E voi fate i bravi.

 

Il fùmatto Claudietto

I giovani d'oggi - Franco Nembrini 4 storici luoghi comuni imperdibili

 

Se (Lettera al figlio, 1910) - Rudyard Kipling





2026 55 – Il tanticristo unto

2026 55 – Il tanticristo unto.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Matto. E lui è la,,,, (Fossati)

 

Calano le ombre sulla notte che incombe.

Tremate tremate i tanticristi son tornati.

In principio la vestizione.

La tenuta da lavoro è tutta bianca.

Non si può certo predicare il bene.

Tutti tinti di disegni e di colori da Versaci.

Ci vuole il candore bianco latte puro.

Avrei potuto derogare con dei sandali.

Ma cristo elegante!

Erano meglio le scarpe con la suola in cuoio.

Unica eccezione di colore era quella croce al collo.

Premio alla carriera intera a don Carlo, mio papà.

Caricai sulle spalle lo zaino arancio e nero.

Storico accessorio che fedele mi seguiva.

Dentro c’era una glassette assai sciccosa.

Un paio di bottiglie di vino tenute fresche.

E i bicchieri colorati da poterli riconoscere.

Il tanticristo era pronto a diffondere il verbo raro.

 “Fate i bravi” era come un faro.

Egli amava i derelitti, le puttane e i matti.

Con loro si sedeva e apriva il vino fino.

E l’offriva come fosse lusso in porto fino.

Le puttane di quartiere ascoltavano intriganti.

Il sermone verteva sopra il prezzo di un boccone.

E su chi ci metteva il plusvalore.

Tutte concordavano che non era il pappone ricottaro.

Il tanticristo allora ci parlava ed esponeva gran teorie.

Anche se il ricottaro sovente sembrava nervoso.

Il tanticristo intanto dialettava non ancora unto.

Non puoi mica darle solo un decìno, un deca.

Il capitale umano è il suo e mica il tuo.

Il discorso si snodava proselitario.

Finchè un giorno arrivò il pappone a mano armata.

Il tanticristo ci provò ad imbonirli di cazzate.

“Fate i bravi” e tutte còse.

Ma il pappone era rumeno.

E il dialogo latino latitava.

Per linguistica barriera certamente ricottara.

Costui esplicitò il suo, di credo.

Guarda che rischi vero il crocifisso.

Al lampione ti ci trovi affisso.

Il tanticristo gli oppose la gran croce.

Plateale come a un demone di vampiro.

Penzolava dal collo tra riflessi di rossi e luce.

Il rumeno gli sgasò la faccia con il diesel lamierone.

Il tantounto ci restò un po’ male.

Il “Fate i bravi” aveva fallito il suo conclave.

Ma lui sapeva indicare con il dito.

E se ne andò, e se lo toccò.

L’inutile pendaglio rosso focato.

Roba da accappellato stellato.

“Fate i bravi” rinviato.

 

Kalimmudda  il fù matto Claudietto

Matto. E lui è la,,,, (Fossati)