2026 55 – Il tanticristo unto.
Per
Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Matto. E lui è la,,,, (Fossati)
Calano
le ombre sulla notte che incombe.
Tremate
tremate i tanticristi son tornati.
In
principio la vestizione.
La
tenuta da lavoro è tutta bianca.
Non
si può certo predicare il bene.
Tutti
tinti di disegni e di colori da Versaci.
Ci
vuole il candore bianco latte puro.
Avrei
potuto derogare con dei sandali.
Ma
cristo elegante!
Erano
meglio le scarpe con la suola in cuoio.
Unica
eccezione di colore era quella croce al collo.
Premio
alla carriera intera a don Carlo, mio papà.
Caricai
sulle spalle lo zaino arancio e nero.
Storico
accessorio che fedele mi seguiva.
Dentro
c’era una glassette assai sciccosa.
Un
paio di bottiglie di vino tenute fresche.
E i
bicchieri colorati da poterli riconoscere.
Il
tanticristo era pronto a diffondere il verbo raro.
“Fate i bravi” era come un faro.
Egli
amava i derelitti, le puttane e i matti.
Con
loro si sedeva e apriva il vino fino.
E
l’offriva come fosse lusso in porto fino.
Le
puttane di quartiere ascoltavano intriganti.
Il
sermone verteva sopra il prezzo di un boccone.
E su
chi ci metteva il plusvalore.
Tutte
concordavano che non era il pappone ricottaro.
Il
tanticristo allora ci parlava ed esponeva gran teorie.
Anche
se il ricottaro sovente sembrava nervoso.
Il
tanticristo intanto dialettava non ancora unto.
Non
puoi mica darle solo un decìno, un deca.
Il
capitale umano è il suo e mica il tuo.
Il
discorso si snodava proselitario.
Finchè
un giorno arrivò il pappone a mano armata.
Il
tanticristo ci provò ad imbonirli di cazzate.
“Fate
i bravi” e tutte còse.
Ma
il pappone era rumeno.
E il
dialogo latino latitava.
Per
linguistica barriera certamente ricottara.
Costui
esplicitò il suo, di credo.
Guarda
che rischi vero il crocifisso.
Al
lampione ti ci trovi affisso.
Il
tanticristo gli oppose la gran croce.
Plateale
come a un demone di vampiro.
Penzolava
dal collo tra riflessi di rossi e luce.
Il
rumeno gli sgasò la faccia con il diesel lamierone.
Il
tantounto ci restò un po’ male.
Il “Fate
i bravi” aveva fallito il suo conclave.
Ma
lui sapeva indicare con il dito.
E se
ne andò, e se lo toccò.
L’inutile
pendaglio rosso focato.
Roba
da accappellato stellato.
“Fate
i bravi” rinviato.
Kalimmudda il fù matto Claudietto
Matto. E lui è la,,,, (Fossati)

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