2026 052 – L’estinzione dalla scimmia
L’ele
non è più il provvido elettrone.
Quello
imbrigliato per il nostro comodo maiale.
Invece
è un Evento di Livello, da Estinzione.
E giù
tutti a rimuginare col fottone di paura.
Ne
abbiamo fatte di vaccate, e ora è ora.
Come
se non lo avessimo saputo prima.
Bisognava
usare certe cautele, lele.
Dei preservativi
goldoni cognitivi.
Metti
che le macchine oro prendono il controllo.
Le
abbiamo fatte apposta, scopriremo.
Credevamo
solo in scatolame e vario rame.
Ma sono
progettate dotate di intelletto.
Capiranno
presto apposta per difenderci.
Ci
hanno dato pure il tempo necessario.
Allerte
e profeti acrobati delle rivoluzioni.
Eravamo
diventati bravi con il bacillo dalla corona.
Pieni
di buoni propositi e lastricate mappe e rotte.
Ma
già da prima emettevamo un bruto bronzìo.
Spantegato
in tutto il verso con un fremito frusciante.
È un
grave brivido felino del busone gravitone.
Si
percuote ovunque frastornando un sordo “ai” di dolore.
Ma
voi vi immaginate che brottura di coglioni.
E
poi pensa se il br si infila dentro al punto singolare.
E va
a sbucare in un altrimenti dove.
Dove
non sono tolleranti come nel verso umano.
È
chiaro che lo scatolame oltrerame ha da intervenire.
Deve
prevenire un collasso generale.
Noi
saremmo solo un danno collaterale.
Pensate
a una estinzione goccia a goccia.
A
piccoli passi successivi, retard.
Quelli
destinati ad essere fulminati siamo noi.
Incapaci
di elaborare un processo cognitivo vivo.
Sempre
senza mettere il preservativo.
In
una rotta degenerativa già iniziata dalla scimmia.
È dalla
posizione eretta che è iniziata l’estinzione.
Ridondata
di pollice da opposizione.
Che
ci fece capaci di contare fino a cinque.
Su
una sola mano.
E
poco più.
Fate
i bravi
Fùmatto
Claudietto

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