sabato 21 marzo 2026

2026 52 –Il curatore tropezzino

 2026 52 –Il curatore tropezzino.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo  Heard it through the grapevine 1968

 

Se per caso ti danno del matto, poi vali meno di un ratto.

Così una volta ricoverato, anche Vittoria mi fui giocato.

C’è la questione degli affetti.

Come farsi trapanare il cuore.

Poi c’è un altro burocratico sospetto.

Non meno penoso per un reietto.

La tua patria potestà d’improvviso se ne va.

Ti sei giocato l’autonomia genitoriale.

Già è spiacevole sentirsi degno di bisogno di sostegno.

Poi ti levano la responsabile libertà del patriarcato.

Non sei buono o atto a fare il padre.

Praticamente sei un coatto.

Figurarsi che non c’era manco la madre.

E meno male che intervenne il suo cuginato.

Altrimenti chissà Vittoria che frittata.

Per fortuna ci fu pure l’ammortizzatore.

Dall’adolescenza mio più caro amico.

E futuro curatore.

Bisogna dire che era destino.

Siniscalco lo divenne sia di fatto che già di nome.

È un titolo di alti funzionari feudali, reali, imperiali, ali.

Preposti ad occuparsi degli affari da signori.

Il caro amico è integerrima persona.

Di buon cuore con vigore e con rigore.

Mi fu assegnato come antidoto alla paranoia.

Sapevano che di lui mi sarei fidato cieco.

Accettò una bella rogna.

Mentre io ero confinato alla gogna.

Vittoria si trovò tra legali e avvocati a sua insaputa.

Oggi, oltre a zii e cuginato, deve ringraziare proprio lo zu’ Marco.

Ma così che palle di racconto.

Lo ringrazio con calore e ci getto nel buon umore.

Voglio raccontare di storie allegre.

Comincerò da una comune passione antica.

Fuori di burocrazia fummo grandi tropezzini.

Tanti evviva tra quei rasi bassi vigneti.

Che sussurrano e ti richiamano.

Tutti viva là a sentrò.

Tutti viva a Saint Tropez.

A suivir.

 

Kalimmudda semper dixit

 Heard it through the grapevine 1968




 

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