2025 07 30 – Il penultimo profeta.
Fù
il più velocemente dimenticato.
In
un lustro di lustrini per allodole.
E
come ci eravamo spaventati.
E
quanto ne eravamo convinti.
La
collera divina ci si era infine abbattuta.
La
madre gaia ci rigettava.
Allora
tutti lì a pregare le promesse.
Come
bimbi presi nella marmellata.
Tutti
chiusi sepolti in casa mascherati.
Eravamo
diventati penitenti.
Divinatori
nel fingere di non capire.
Cosa
volesse mai quel padre eterno.
Poi
pian piano la questione si fece chiara.
Anche
grazie a profetiche opere letterarie.
Le
Covicroniche raccolsero proseliti e postini.
Piccoli
post profeti portatori di messaggi.
Il
profeta è bello perché con l’eterno ci favella.
Poi
ello proferisce il verbo.
E
il veggente lo riporta.
Ma
non è che faccia niente.
Quello
è ruolo da messia.
Come
fu delegato al bacillo incoronato.
Nella
strizza l’umano qualche cosa la promise.
Tutta
roba un po’ sul vago.
Tipo
fratellanza ed uguaglianza.
Senza
un briciolo di libertà.
Che
si era svelata illusione di identità.
E
che finiva dove io diventa noi.
Ci
furono grandi dichiarazioni di intenti.
E
piovvero diluvi di buone intenzioni.
Per
spianare la strada già lastricata.
E
che t’aggia di’ e che t’aggia fa’.
Pensò
l’eterno padre.
Ma
come, io mi sono fatto Terno.
Benedetto
come quello del lotto.
E
tu, uomo, ‘nu cazzo hai fatto.
Qua
ci vuole un paliatone.
Come
ad un discolo guaglione.
Di
paura un gran fottone.
Terminale
soluzione.
In
aerea sospensione.
Tipo
un virus in infusione.
Ce
ne ho giusto pronto uno su centomila.
Dalla
terra ad ovest degli egizi.
Dalle
lande a piramidi ecco a voi la faraona.
Gli
umani si sbellicarono della loro scienza.
Ma
mica è pericolosa, è la gallina.
E’
aviaria si ma manco vola.
E
poi fa pure l’uovo da comere.
Per
saziare ogni fame di mangiare.
Terno
padre ribollì e si sbollì.
E
poi si rivelò.
Aveva
creato cotale gallina faraona assai nana.
L’aveva
fatta randagia e zanza.
Piccola
e cazzimmosa che ne fece a iosa.
Ecco
ora lo vedrete, verbalizzò.
L’incoronato
virus fu il penultimo profeta.
Che
vi costrinse ad essere messianici.
E
cambiare le abitudini.
La
zanzara zanza faraona invece è terminale.
Non
la vedi e non la senti.
È
come un drone nella notte buia.
Un
guaio nero dentro al culo.
Zanzarone,
bacillone, infezione.
Senza
confessione e remissione.
Ora
dopo le Covicroniche preparatevi alle Faraoniche.
Cronache
del Terno paliatone.
Kalimmudda
ipsum dixit

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