sabato 29 agosto 2026

2026 044 – La prima 38 special non la scordi mai

 2026 044 – La prima 38 special non la scordi mai.

 

Maratea era terra di boschiva pedagogia schiva.

Avrò avuto una dozzina di anni.

Nascosti alle indiscrete viste ci addentriamo nel sottobosco.

Arrivati al posto giusto padre prende l’attrezzatura dal borsone.

Mi piazza in mano un fucile a pompa e mi dice punta e spara.

Lo guardo incerto.

Lui ripete per la seconda volta il comando, che chissà quando mi ha innestato.

Io sparo con in memoria la storia di una barzelletta.

Intervistano due anziani maritati centenari.

Chiedono lumi sulla loro longevità matrimoniale.

La donna dice alla giornalista urbana che le racconta una storia contadina.

Due soggetti col carretto e il mulatto mulo adatto tornano a casa appena sposati.

Il mulo di un tratto si ferma, lui scende e lo guarda dritto in mezzo agli occhi.

E fa : e uno.

Il mulo riparte per un po’ poi si ferma ancora.

Lui scende, ancora, e fissa gli occhi dritti in faccia al mulo.

E fa : e due.

Il mulo riparte ma poi si ferma ancora, per la terza volta.

Lui scende dal carretto, prende il fucile, lo piazza in testa al mulo, e spara.

Il mulo muore.

Lei apostrofa il novello il marito in malo modo autoritario.

Ma come, il nostro solo mulo e adesso come facciamo.

Lui con il fucile ancor in mano la guarda secco.

E le fa : e uno.

Questa è una storia in apparenza cruda.

Ma è una lezione di deterrenza con una puntarella di forza.

Io sparai la terza volta ma non feci nessun centro e volai per il rinculo.

Lui esperto mi cambiò l’attrezzatura con una carabina 22, bella.

Andò meglio tranne che per le lucertole bersaglio.

Ero ben dotato e le beccavo, poverette.

Solo che le ammazzavo senza nemmeno giusta nota causa.

Esternai il mio dubbio, scoglio nel processo educativo.

Lui armeggiò nel borsone e convinto mi allungò la mia prima 38 special.

Era come la sua, il che mi dava importanza.

La ripose in promessa per i 18 anni, con il porto d’armi che avrei di certo fatto.

E tutti allegri mamma inclusa salimmo in barca.

Con decine di palloni Santos arancioni da schiattare per esercizio a turno.

Tutti felici.

Lo vidi usare l’arma di morte in via Aldrovandi a Roma centro.

Due malcapitati in moto cercarono di scippare mia madre che volò pure a terra.

Padre a gambe divaricate e baricentro basso si mise a sparare come fosse legittimato.

Uno dei due urlò di scappare che lo aveva preso alla gamba.

E sparirono nel traffico.

Non ebbi mai nessun riscontro o informazione.

Il che mi sembrò strano, ma in fondo neanche troppo.

A Milano una sera nel mezzo degli anni di piombo rincasò tardi.

Raccontò che in zona Pietro Cossa lo avevano aggredito pistola alla mano.

Lui bluffò e azzardo che era scarica.

Mentre quello estraeva un coltello, dicendo che quello non si scarica mai.

Padre allora estrasse lesto la 38 special sua.

“E gli ho sparato nel piede”, disse credo con un certo orgoglio.

Insomma, se c’era da sparare lui non si tirava indietro.

Fu in questo contesto che un giorno gli uscì dai denti, forse per frustrazione: “coglioni di brigatisti, dovevano chiedere a me”.

Cosa non saprei.

Ma questo era il clima, tra terroristi, preti e altri segreti.

La 38 special mia poi la consegnai in San Sepolcro alla Polizia.

Lui restò fedele ad un altro motto.

Certe volte per difendere la tolleranza bisogna impugnare un 44 magnum.

Ma va bene anche una 38.

L’ultima volta che lo vidi usarla fu in macchina in Cairoli.

Era nella sua auto urbana, inguardabile city car.

Ma lui era mimetico, come oramai capito.

Uno gli tagliò la strada.

Padre accelerò, si affiancò, e mostrò la 38 special con la canna verso l’alto.

Poi la abbassò lentamente, punto è imitò un botto bum.

Alla testa del pirla che lestissimo abbozzò.

Efficacia comprovata.

La seconda lezione che ne trassi è che tirare un grilletto è davvero cosa facile.

Ma ammazzare anche solo una lucertola è roba grossa.

Non mi figuro un essere umano.

Gli porti via tutto quello che è, che ha e che avrà.

Ricordatelo prima di tirarlo, quel grilletto.

Meglio disertare.

E fate i bravi.

 

Fùmatto Claudietto

Il disertore

 



 




 

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