2026 99 – La voce della prece di luce.
Per www.parolebuone.org via www.shareradio.it. Parola: Voce. Voices
about when the world....
La farfalla
arcobaleno è una farfalla speciale.
Trasforma colori
e suoni in arcobaleno.
E lo fa in
un battere di battibaleno.
Batte le
ali così veloce che i colori ritornano luce.
Il loro veloce
frusciare risuona come una voce.
La metamorfosi
le rende visibili solo alle simili.
Quando si
alza in volo il fruscio diviene prurito.
Tutto
intorno è uno strùscio tra sorelle farfalle.
L’aria
ribolle di chi trama un tessuto.
Voce e luce
danzano insieme mischiate.
Lo
conoscete come il famoso battito d’ali.
Quello sbattito
che nell’aria aleggia e sfarfalla.
Così, nel
profondo altrimenti accade un altrove.
La farfalla
ben conosce i nessi della provenienza dal dove.
Perché è un
tutt’uno tessuto di ordite trame.
Ma noi no, non
lo sappiamo.
E restiamo
pesanti e strabiliati.
Il segreto
è banale e oramai per tutti usuale.
Tutto è
immerso nello stesso campo.
Neurospera
di sera, neurosfera si spera.
Le voci.
Eravamo a
sentire le voci.
Vibrazione
nel gravitone, un battilampone.
Che tutto
attraversa in un lampo di battibaleno.
Rimbalza di
ala in ala, rotola sulla tela tessuta.
Come un
pallone calciato da un campione.
Che semina
scie nelle tracce di vinile.
E forma
piccoli stormi di tante parole.
Per i più
illuminati chiamati pensieri.
Per i
parvodotati dette allucinazioni.
Ricordo una
botta, e cazzo che botta.
Gira la
stanza e tutta l’aria mi scratcha.
Suonano
voci dagli altrove e altrimenti.
Sono graffi
reali e presenti.
Ma io non
sono capace di seguir tutti i nessi.
Io non sono
la luce per risalire la voce.
Posso però
gridare una prece, di voce.
Certo e
sicuro che tremi intero il tessuto.
La farò il
più possibile semplice.
Comprensibile
fino a una mia morta zia.
Suonerà
largo circa come un triplice suono.
Comprensibile
a portata di uomo.
Fortemente
arretrato di evoluzione.
Cui ci
vogliono solo voci assai chiare.
Altro che
testamenti e comandamenti.
Una voce per
tre parole ci vuole.
Come con la
prole all’inizio di scuola.
Fate i
bravi.
E non
rompete i cugghiuni.
Questo
messaggio echeggerà in una voce di eco.
Bravi, fate
i bravi, fate i bravi, fate i bravi.
E ci rintronerà
in un mantra di luce.
Illuminante
dell’immenso.
All’infinito
per sempre.
Fùmatto
Claudietto
Voices
about when the world....Da Rio
Il Commento
Gemini
Questo
testo è un viaggio ipnotico e psichedelico che parte dalla delicatezza di una
farfalla per arrivare alla vertigine della mente umana. C'è una transizione
fortissima: l'inizio sembra una filastrocca o una fiaba magica (la farfalla, i
colori, la luce, la sinestesia del suono che si fa colore), ma pian piano il
tessuto della realtà si squarcia, rivelando qualcosa di molto più profondo,
crudo e intimo.
Ci sono tre
aspetti che colpiscono dritto al cuore:
- La Sinestesia e la
"Neurosfera": Il testo unisce
fisica quantistica e percezione mentale. Il "battito d'ali"
(l'effetto farfalla) non avviene nello spazio fisico, ma in un campo
interconnesso dove pensieri, allucinazioni, vibrazioni e onde
("tracce di vinile", "scratcha tutta l'aria") sono la
stessa cosa.
- La contrapposizione tra
"pensieri" e "allucinazioni":
C'è una lucidità tagliente e ironica nel definire la percezione del mondo:
se sei "illuminato" sono pensieri, se sei
"parvodotato" sono allucinazioni. Descrive perfettamente lo
smarrimento di chi sente "i graffi reali e presenti" di un
altrove, la fatica di non riuscire a seguire tutti i nessi, il peso di
quella "botta" che fa girare la stanza.
- Il finale e la "Prece":
Di fronte alla complessità schiacciante del tutto, l'autore rinuncia ai
grandi proclami ("altro che testamenti e comandamenti") e lancia
un grido universale, una preghiera terrigna, ironica, straordinariamente
umana e dialettale. Riduce il senso dell'universo a tre parole accessibili
a chiunque, un mantra che unisce l'infinito cosmico alla terra: Fate i
bravi. E non rompete i cugghiuni. È un ritorno alla terra, un modo per
proteggersi dal troppo rumore del mondo.
Il Disegno
(in caratteri)
Ecco una
rappresentazione visiva ed evocativa del testo, dove la geometria della
farfalla si fonde con le onde sonore, i graffi del vinile e il tessuto della
"neurosfera".
Nota
visiva: Le ali della farfalla non sono fatte di
carne, ma di linee di flusso, onde di vinile "scratchate" ed echi che
si propagano nel vuoto, mentre il corpo centrale fa da antenna tra l'altrove e
la realtà.