2026 76 – Il microscopio di Moratti.
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Sottofondo
.Vincenzina e la
fabbrica 1975
Madonna santa quanto era cupa e buia.
Quella scuola a Milano in via Vivaio.
Rimbalzavo come in un flipper tra le mie città.
Nato capitolino traslocato tra longobardi.
Ci capitai mio malgrado, alla elementare.
Per niente accolto di sicuro perché terrone.
C’erano preti o suore non ricordo bene.
Roba da cattolici di genitoriale propensione.
A quella età non stai tanto a menarti il torrone.
Guardi al risultato.
E ti trovi solo come un coglione.
Ma io avevo un atù in più.
Padre lavorava alla corte del Moratti Angelo.
Di sicuro la Milano borghese era pettegola.
E girava voce che era uno che contava.
Mi sarebbe piaciuto incontrarlo l’Angelone.
Dovevano giocare a chi di pelo ne aveva di più.
Doveva essere uno che sapeva campare.
Ad ogni ricorrenza ci mandava grandi doni.
A mia madre gran gioielli, ma non bastava.
Pensava anche a Claudio figlio del suo Aroldi.
La famiglia intera dei terroni, così credevo.
Un giorno arrivò un enorme pacco indirizzato a me.
C’era dentro un meraviglioso microscopio.
Un regalo pedagogico mica fufferie di moda.
Chiesi di portarlo a scuola come prova tangibile.
E arrivò la ricreazione per mostrare il regalone.
Nella stanzona scarna si giocava agli spintoni.
Qualcuno da dietro me ne diede uno forte.
Si innescò una carambola perversa.
L’ultimo cadde a terra e si ruppe un dente.
Era l’austroungarico Alberto Kelner.
Bastardo quanto solo un imperiale può essere.
Che indicò me alle suoracce del malaugurio.
Risultato punitivo e microscopio requisito.
Tanto del tuo regalo non interessa a nessuno.
Io cercavo di spiegare.
Ancora ignaro della retorica figura del capro.
E finii in divina espiativa punizione contro il muro.
Il mio rapporto con la cattolica apostolica santissima chiesa
non iniziò mica bene.
Mi restò la consolazione del microscopio.
E della sua meravigliosa tecnica.
Forse il come funzionano le cose mi appassionò da subito per
quello.
Un rifugio tra me e me.
Merito di un delatore.
Merito del caso.
Ma invece forse no.
Merito dei geni di papà.
Che vidi piangere solo una volta.
Quando Moratti morì.
Fùmatto Claudietto
Si poteva anche andare allo zoo comunale.
Vengo anche io, no
tu no - The Jannacci's

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