martedì 25 novembre 2025

2025 11 24 - I numeri che non contano più

2025 11 24 - I numeri che non contano più.


 
Profughi, migranti e affini sono definizioni della stessa cosa.

Sono quelli che per noi sono solo cifre.

Una astrazione nel nostro crasso benessere.

Per noi sono solo numeri immaginari.

Che non conta più nessuno.

Ho visto il film Io capitano.

Perlomeno mi sono documentato.

Tra Gaza e Ucraina è tornata in auge l’Africa intera.

Fino a ieri me la ero dimenticata.

Ora però la ha menzionato perfino il tiggi di Stato.

Con quel placebo di piano Mattei tutto ingiuggiolato.

Ringraziate il televisore, deus ex machina manipolatore.

Ah già, vedi come è labile la memoria.

Mi ero dimenticato i numeri di Siria.

Nel complesso le orde di migranti e profughi sono sparite.

Dai radar dei nostri pensieri.

Dovevamo essere invasi da ogni fronte.

Non sappiamo nemmeno dove sono.

Tranne qualche decina che aspetta compagnia in Albania.

Ci aspettano da anni a cancelli aperti i nostri lager d’oltremare.

https://cloeconomie.blogspot.com/2023/11/2023-11-09-i-lager-doltremare.html

Che trovata geniale.

Chissà quanti altri sono i luoghi di amenità della morente umanità.

Metti allora che non gli do un nome, ma solo un numero.

Glielo dovrò far tatuare.

Come negli orrori di tempi andati, passati solo per finta.

Allora voglio ricordare che i miei migranti li ho conosciuti per nome.

Ma non ve li dico per riserbo.

Al Gabbiano ne ricevemmo qualche decina.

La prima cosa che facemmo dopo averli vestiti fu improvvisare corsi di italiano.

Nessuno in tanti mesi precedenti glieli aveva fatti.

A dimostrazione che non erano i benvenuti finali.

Grande errore non capire che accoglierli è una opportunità.

Io applicherei l’ingegno nazional razziale per accoglierne a più non posso.

Dopo avere pure toccato con mano diretta le loro dignità e abilità.

Ci scrissi allora Viaggio nei conti di sistema : partire con i migranti, approdare off-shore  

Sento allora di procedere alla dimostrazione.

Risultato del teorema sarà l’evidenza che numeri non sono.

Uno col suo quaderno nuovo era il più attento alle lezioni.

Provetto agricoltore giocava con tutta la nostra scontata acqua che in Burkina Faso si sognava.

Qui la spruzzava nell’orto mentre mi insegnava a zappare come Allah comandava.

Due e tre erano entrambi agricoltori dal Bangladesh.

Raccolsi le loro storie parallele di strozzini, terre rubate e vite espropriate.

Mi ricordo una incredula dignità, sottomessi a qualche divina volontà.

Quattro è un ricordo più sottile, non so più da che paese ma mi pare fosse curdo.

Vivevamo nella stessa casetta a piano terra.

Dove lui passava il tempo affacciato alla finestra.

In attesa con pazienza santa e senza resa di chissà cosa.

Cinque lo accompagnammo in tribunale per richiedere l’asilo politico.

Aveva i rudimenti di italiano che gli avevamo insegnato.

Io che avevo raccolto la sua storia ero tutto infervorato e spiegavo al giudice.

Mi disse che aveva capito ma di stare zitto o mi cacciava.

La sua storia la doveva dimostrare lui e in italiano.

Lui lo fece e la sua pratica dopo qualche tempo venne accolta.

Il ricordo più commovente me lo lasciò Sei.

Nel gelo del freddo invernale avevo avvisato tutti che forse avrebbe nevicato.

Non conoscevano la neve e non sapevano come vestirsi.

Penso che immaginassero un’apocalissi.

Sei, arrivato da qualche Africa nera, si fotteva già di freddo.

Si premurava di aprire appalla la valvola del termosifone della nostra stanza.

Ci veniva un caldo porco che per me era soffocante.

Ma lui si infilava lo stesso sotto le coperte.

Di nascosto mentre dormiva chiudevo la valvola.

Il giorno dopo, quando andavamo a dormire, la ritrovavo aperta.

Mi armai di pazienza, gli avevo detto io che il freddo uccide.

Proseguimmo per dei giorni il balletto valvolare.

Finché un giorno la trovai chiusa.

Non aveva nevicato.

E lui mi fece un sorriso.

1,2,3,4,5,6.

Ecco i migranti che ho conosciuto per davvero.

Uomini che non lasciano mai la mia memoria.

Perché ne conosco nome e storia.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Children of Babylon

 

Anima gabbiana



 

 

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