sabato 18 ottobre 2025

2025 10 23 – Faceva il Paolo

 2025 10 23 – Faceva il Paolo.


 


 

Precensione da vivo.


Faceva il Paolo con l’orchestra nella testa.

Faceva il Paolo con armonico furore.

Con la chitarra e con il suo grande cuore.

Lo conobbi in una piazza piena di martìni.

Giostrava che era lui il funambolo cardinale.

Sempre all’erta per ogni allarme da irti peli.

Tra volteggi di regìa sfarfallava come una trottola.

Era nella sua plateale veste istituzionale.

Era la follia al servizio della sanità mentale.

La seconda volta fu un quieto a tu per tu.

Soli nei pensieri dentro un vuoto di metrò.

Tornavamo da un evento, da uno sciò.

In teatro, piazza, cabaret, bistrò o non so.

Io lo conobbi nella veste di prevosto della mente.

È buono e caro ma sa ruggire per difesa.

Delle sue creature di lavoro, musica, teatro e radio.

Fa il maestro dagli sguardi a colpi d’occhio.

Con cui cura ogni cosa senza posa e senza resa.

Ciò che più lo fa aggradare è il suo cuore toro.

Una volta lo ricordo caricare da elefante imbufalito.

Un urbano troppo vigile non voleva derogare alla divisa.

Erano pochi minuti di fuori orario per finire l’esibizione.

Il Pao però abbozzò e si concentrò sul nome d’arte.

Io lo immaginai impugnare la sua scimitarra, la chitarra.

Disarmato dalla cruda constatazione di un altro Pao.

Troppe gelide clausure nei mausolei del sé.

Troppa gente di scarso teatro.

Troppa gente per cui le arti stanno nei musei.

Poi affiorano ricordi a fiotti e flotte.

Il più recente fu un tocco tra cento vaste speranze.

Mi scrutava con quelle occhiate di colpi d’occhio.

Mentre leggo sta per cadermi un foglio.

Si avvicina felpato gatto muto dentro la diretta.

Gli ricambio con un cenno che devo finire solo.

Resta accovacciato come un angelo custode.

Mi mette sereno e cavalco fino a un bel finale.

Lo faccio perché me lo ha insegnato lui.

Mai troncare incipit corpo ritmo o chiosa.

Chi lo fa è della specie da musei.

Adesso si traveste da Dilpao da vivo.

Ma io lo so perché lo riconosco.

Faceva il Paolo con l’orchestra nella testa.

Andava come un matto avanti e indrè.

Sempre lì a guidare le meglio feste.

Perchè è nato per fare ì sò mestè.

  

Kalimmudda ipsum dixit

Dai cani da pagliaio

Cum pre hovationis

 

 

 

 

 

 

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