giovedì 11 settembre 2025

2025 09 09 - Compassione per cuor di conigli

 2025 09 09 - Compassione per cuor di conigli.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it : compassione

 

Compassione per depressione da soppressione di mansione.

Ricordo mio padre in poltrona col bicchiere di whiskey.

Best of the best of all the scotches, naturalmente.

Si narra che fosse stato il cosiddetto braccio destro di Angelo Moratti.

Qualsiasi cosa ciò volesse dire di trasparente o occulto.

Il vecchio Angelo era famoso al popolo più per l’Inter che per il petrolio.

Era uno di quegli storici personaggi che l’Italia la costruì.

Si narra che in previsione di quando fosse morto espresse una volontà.

Si dice che egli volesse delegare a mio padre la direzione della società.

Si narra che lo ritenesse più idoneo dei suoi figli Moratti.

Si narra pure che mio padre declinò per rispetto genealogico.

Con quel suo idioma di vera Napoli tra quartieri e centro storico disse qualcosa tipo:

“Non è giusto Presidè Voi tenete dei figli e gli eredi devono essere loro”.

Quando Moratti morì vidi mio padre piangere per quella unica volta in vita sua.

I figli dell’Angelo padre lo trattarono alla stregua di un cameriere.

Passato qualche scarso anno gli diedero un inelegante e ingrato benservito.

Fosse andata diversamente oggi io sarei un petroliere.

Ma meglio così, che denari e petrolio sono lo sterco del demonio.

Mio padre invece si spiaggiò su quella poltrona e sprofondò in depressione.

Io contribuii nel mio piccolo al dramma paterno come potevo.

Smisi di tifare Inter e cercai sempre altri argomenti da compagnia.

Prima di assistere alla vergognosa cavalcata ai milioni dei calciatori.

Con una qualche missiva, gli soppressero dunque le mansioni di alto grado.

E gli propinarono la buonauscita da cameriere benservito.

Per qualche importo relativamente irrisorio.

Certamente non una cifra da un Ronaldo dell’Inter, figlia del petrolio.

Certamente non adeguata a un petroliere dedito al servizio dell’azienda del diavolo.

Era colui che la pappa pronta a tavola gliela aveva apparecchiata e conservata.

Iniziò così un decennio di depressione pieno di familiare compassione.

Una vita tra poltrona e malattie proprie di quella tristezza di stagione anziana.

Fino a che morì e a me rimase una posizione monetaria, senza affetto ne guida.

Tutto sarà partito con una sterile lettera.

Asettica perché a licenziare gente non ha voglia di esporsi nessuno.

È un dato che diventano tutti cuori di coniglio.

Immagino che la lettera parlasse di soppressione di mansione.

Di tagli al personale per crisi o ristrutturazioni.

Strano, certo, per chi svolse mansioni da alta dirigenza.

Ma così andò e così sia

Ci sarà stata pure una buonuscita.

Una sorta di importo da mancetta, roba per un cameriere.

Nessuno vuole mai cacciare la giusta grana se può evitarlo.

Sta di fatto che vedere tuo padre farti compassione non è divertente.

Lui scherzava citando quello col cartello di così parlò Bellavista.

Fate l’elemosina a Giovanni che ha sbagliato il conto degli anni.

E morì in miseria, Giovanni.

Ma la miseria può pure non essere solo monetaria.

E può cercare appiglio o approdo nella compassione filiale.

Mentre prosciuga le vite da dentro la carne.

Oggi mi sbalordisco di eterni ritorni, corsi e ricorsi e storici girotondi.

Ricevo una analoga lettera a sorpresa.

Direbbe mio padre “chi nasce tondo quadro mai non muore”.

Risparmio la compassione a mia figlia.

Rimando whisky e poltrona.

E le racconto questa storia di memoria. 

Piena di compassione.

Ma per tutti i cuori di conigli.


 

 

Kalimmudda ipsum dixit

Un padre Mario

 

Moratti Sarroch, valore miliardi



 

 

 

 

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