giovedì 31 luglio 2014

2014 07 31 – Il suicidio di Israele



2014 07 31 – Il suicidio di Israele
 
Io alcune cose le so.
So che Dio esiste.
So che la sua pazienza non è infinta.
So che non è infinita la pazienza di qualsiasi Dio, in qualsiasi modo si presenti o si rappresenti.
So anche che il Diavolo esiste.
So che spesso si nasconde.
Ma so anche che in certi casi si rivela esplicitamente.
Io so che l’omicidio è peccato mortale.
Ma anche il suicidio è peccato mortale.
E questo è quanto so in termini religiosi.

Ma la questione può essere vista anche in altri termini.

So che il mondo è un sistema adattivo complesso.
So che tutto è collegato, interconnesso.
E ogni cosa che si fa ha una conseguenza. E’ il nesso causa-effetto.
Ma so anche che più grande è la causa, più grande sarà l’effetto.
Se il battito d’ali della farfalla scatena un uragano, un uragano di piombo e fuoco cosa scatenerà?

So anche che questo mondo interconnesso è un sistema vivente.
E’ un organismo che vive di vita propria, indipendente dalla vita di ogni sua parte.
E so che ogni organismo vivente tende a rigettare le proprie cellule tumorali.
E che tende a difendersi da qualsiasi cosa lo ferisca in una sua parte.

So anche che tutto è energia, che anche noi umani siamo energia.
Ma so anche che l’energia vive di vita propria.
So che si organizza in configurazioni che possono essere positive o negative.
E quelle negative si alimentano di quelle che le circondano, producendo risonanze altrettanto negative.
Fino a quando si estinguono per esaurimento della  propria energia.
O per assorbimento, “sopraffazione”, da parte di una configurazione negativa più forte.

Questo è quello che so.

Ed è per questo che assisto sgomento a quello che stanno facendo.
Ed è per questo che continuo a scriverne, perché spero che qualcuno mi ascolti.


martedì 22 luglio 2014

2014 07 21 PALESTINA - Ansa - Inferno di fuoco su Gaza nuovo bilancio 508 morti e 3.150 feriti - Fonti palestinesi




Le notizie
Attaccato un grattacielo: 10 morti, metà donne e bimbi. Tv canale 10: oggi sette soldati israeliani uccisi. Secondo fonti palestinesi vicine a Hamas, i morti palestinesi a Gaza dall'inizio delle ostilità sono oltre 515, con 3.150 feriti. L'Onu chiede il cessate il fuoco. Altri link.
Non è una guerra
E’ un maledetto massacro.
Criminale.
Non si cerchi di spacciarlo come intervento di difesa.
Non c’è partita.
Le realtà in campo non sono nemmeno lontanamente paragonabili.

L’eroe: Iron Dome
Mi chiedo se sono il solo a percepire una sorta di diffusa ammirazione per la grande supremazia tecnologica israeliana.
Iron Dome: ne parlano tutti i notiziari.
La gente comune inizia a conoscerlo.
Gran parte della copertura mediatica sembra una agghiacciante campagna pubblicitaria.
E allora mi sono letto bene cosa è.
Suggerisco a tutti la lettura di Wikipedia, in link o in allegato dove ho evidenziato in giallo alcuni aspetti importanti.
Che riassumo così.
1.    E’ costato più di 1 miliardo di dollari. 200 milioni sono stati finanziati dagli USA “dopo insistenti pressioni del presidente Barack Obama – riporta Wikipedia”.
2.    Ogni lancio di missile costa 50.000 euro o più (mentre i missili abbattuti costano una frazione di tale importo)
3.    Finora, per la “guerra” sono stati spesi da Israele 2 miliardi di euro (1% del PIL - Non solo Iron Dome, ovviamente).
4.    Iron Dome è in vendita a paesi esteri.
5.    Ogni sistema autonomo (1 radar+3 batterie) costa 50 milioni di dollari. (Wikipedia).
6.    Iron Dome è stato dichiarato operativo nel marzo 2011.

Il dubbio è legittimo, credo. Che dopo qualche tempo di preparazione adesso si stia assistendo alle prove tecniche sul campo ?

Il gatto con il topo
Il gatto domestico, quando prende il topo, non lo fa per mangiarselo.
Lo fa per giocare.
Tanto è vero che quando non si muove più se ne stufa e spesso lo porta in omaggio al padrone per fare vedere quanto è bravo.
A questo stiamo assistendo.
Questo mi viene in mente quando vedo i missili di Hamas esplodere in cielo nelle oramai tipiche nuvolette.
E siccome ho letto che alcuni di questi missili furono “contrabbandati dal Sinai”, non posso fare a meno di chiedermi : “contrabbandati da chi ?”

Il gallo ‘ncoppa alla monnezza
A Napoli fare il gallo ‘ncoppa alla monnezza vuol dire farsi belli sulle spalle delle disgrazie altrui.

Giusto per ricapitolare i termini del “confronto”.
1.      Israele ha 8 milioni di abitanti
2.      Israele ha 250 miliardi di dollari di PIL
3.      Palestina ha 4 milioni di abitanti
4.      Palestina ha 7 miliardi di dollari di PIL

Credo che chiunque possa arrivare a pensare che se i 2 miliardi di dollari della “guerra”, a cui aggiungere 1,2 miliardi di dollari di Iron Dome, fossero stati spesi per mettere i Palestinesi in condizione di vivere dignitosamente e in pace, sarebbero stati spesi meglio.
E molto probabilmente sarebbero stati più efficaci, considerando che 3,2 miliardi di USD sono circa mezzo PIL Palestinese.




1          Cupola di Ferro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Descrizione
Tipo
missile terra-aria
Impiego
contro-missile a breve raggio
Sistema di guida
radar phase-array
EL/M-2084 MMR
[1]
Costruttore
Impostazione
2005
In servizio
2011
Utilizzatore principale
Costo
40000 $ per missile
Peso e dimensioni
Peso
90 kg[2]
Lunghezza
3 m[2]
Diametro
160 mm[2]
Prestazioni
Vettori
Lanciatori con 20 missili per batteria
Gittata
70 km
Velocità massima
?
Motore
a razzo (combustibile solido)
Spoletta di prossimità[3]
kg (a frammentazione)[3]
note
Costo di ogni sistema: 50 milioni di dollari (radar + 3 lanciatori)
Il sistema Cupola di Ferro (in ebraico: כיפת ברזל, kipat barzel, Iron Dome in inglese) è un sistema d'arma mobile (radar EL/M-2084 MMR della Elta e missili Tamir della RAFAEL) per la difesa antimissile[3] sviluppato dalla RAFAEL[2], progettato per la difesa di punto e di piccole città, in grado di intercettare razzi a media velocità e proiettili di artiglieria (viene citato il calibro da 155 mm, ma probabilmente sarà efficace contro il 180 mm[senza fonte]) con traiettoria balistica. Il sistema è stato pensato come contromisura difensiva per la minaccia dei razzi Grad e Katjuša contro le popolazioni di Israele vicine ai confini, ed è stato dichiarato operativo nel marzo 2011.[4] Viene presentato come capace di intercettare minacce a corto raggio, fino alla distanza di 40 km in tutte le situazioni meteo.[5]

1.1     Indice


1.2     Antefatto

Durante la seconda guerra del Libano (2006), gli Hezbollah libanesi spararono circa 4.000 razzi (per lo più razzi Katjuša) che colpirono il nord di Israele, includendo il porto di Haifa, uccidendo 44 civili (anche arabo-israeliani)[6] forzando all'evacuazione di 250.000 persone, mentre circa 1.000.000 di cittadini israeliani erano confinati dentro o vicino a rifugi anti-bomba durante il conflitto.[7]
Nel sud di Israele, in un lungo stillicidio tra il 2000 e il 2008, i miliziani di Hamas lanciarono più di 4.000 razzi e spararono 4.000 colpi di mortaio dalla Striscia di Gaza. La maggior parte erano rudimentali razzi Qassam, ma da qualche anno Hamas possiede missili Grad da 122 mm che vennero contrabbandati dal Sinai. Circa 1.000.000 di israeliani del sud si trovano nel raggio di questi razzi, fatto che pone una minaccia seria ai civili che si trovano in luoghi all'aperto.[8]
Il 17 novembre del 2010, in un'intervista con il vicepresidente della RAFAEL Industries Vice President Mr. Lova Drori venne confermata l'offerta del sistema Cupola di Ferro alle forze armate dell'India.[9]

1.3     Specifiche

Il sistema è stato progettato per contrastare i razzi balistici a corto raggio e i proiettili d'artiglieria da 155mm con una gittata di circa 30–70 km. Secondo la RAFAEL, la Cupola di Ferro può operare di giorno e di notte, sotto condizioni meteo avverse, ed è in grado di rispondere a molteplici minacce simultaneamente.[10]
La Cupola di Ferro ha tre componenti centrali:[10][11]
  • Il radar EL/M-2084 Multi-Mission Radar per il rilevamento e inseguimento: costruito dalla ditta israeliana Elta.
  • Il sistema di gestione della battaglia "Battle Management & Weapon Control" (BMC): costruito dalla israeliana mPrest Systems.
  • "Missile Firing Unit": Dispositivi mobili a rimorchio (ma anche simile a un container) che può contenere 20 missili Tamir, l'intercettore vero e proprio, con sensori elettro-ottici, che sterza grazie a 8 pinne.
Il radar del sistema identifica il lancio del razzo, calcola la traiettoria, trasferisce quest'informazione al centro di controllo, dove in seguito utilizza quest'informazione per determinare il luogo d'impatto previsto. Se il proiettile costituisce davvero una minaccia, il sistema spara un missile intercettore per provocare la detonazione del missile lontano dall'area d'impatto.[11]

1.4     Test

Il radar prodotto dalla Elta, cardine del sistema Cupola di Ferro.
  • Luglio del 2009: il sistema Cupola di Ferro intercetta con successo un buon numero di razzi che simulano le traiettorie dei missili Qassam e Katjuša in un test del Ministero della Difesa.[12]
  • Gennaio 2010: la Cupola di Ferro avrebbe intercettato con successo un fuoco di sbarramento di molteplici missili con traiettorie simili a quelli dei Qassam e dei Katyusha. Il direttore generale del Ministero della Difesa Pinhas Buchris dichiarò che il sistema avrebbe "trasformato" la sicurezza per i residenti nelle aree di confine settentrionali e meridionali di Israele.[13]
  • Luglio 2010: Il sistema avrebbe intercettato con successo molteplici barrage di razzi che mimavano Qassam e Katyushas. Durante le prove, Cupola di Ferro avrebbe determinato con successo quali erano i razzi diretti verso luoghi abitati e quali stavano dirigendosi verso campi aperti. Il sistema non sparò ai missili che non rappresentavano una minaccia.[14][15]
  • Marzo 2011: Dispiegamento iniziale, Cupola di Ferro viene dichiarato operativo dalle IDF, e il ministro della difesa Ehud Barak autorizza il dispiegamento.[16][17]

1.5     Finanziamento

Il 20 maggio del 2010 la Camera dei Rappresentanti U.S.A. (dopo insistenti pressioni del presidente Barack Obama, che riferiva di come la mancanza di finanziamenti avesse provocato gravi rallentamenti al programma[18]) approvava un finanziamento di 205 milioni di dollari per lo sviluppo del sistema Cupola di Ferro. Questa decisione venne presa con una votazione quasi unanime 410-4.[19] Il progetto di legge si chiama United States-Israel Missile Defense Cooperation and Support Act (H.R. 5327), ed era sponsorizzato dal delegato Glenn C. Nye dello stato della Virginia.[20]
Il 9 maggio del 2011, il giornale Haaretz pubblicava che il direttore generale, il Generale Udi Shani, aveva affermato che Israele aveva piani per investire circa 1 miliardo di dollari negli anni a venire per lo sviluppo e la produzione delle batterie Cupola di Ferro.
« Non stiamo più facendo l'approccio in termini di capacità operative iniziali ma stiamo definendo l'obiettivo finale per assorbire i sistemi, in termini di scadenze e fondi. Stiamo discutendo sulla possibilità di avere circa 10-15 batterie di missili Cupola di Ferro. Investiremo circa 1 miliardo di dollari in questo. Questa è la meta, in aggiunta ai 205 milioni di dollari che il governo U.S.A. ha autorizzato »
(Generale Udi Shani.[21])

1.6     Dispiegamento

Il 19 luglio del 2010, il Ministero della Difesa di Israele annunciava che il sistema sarebbe stato operativo in novembre. All'inizio il sistema sarebbe stato posto nei pressi di Sderot, vicino alla Striscia di Gaza.[22] Nel gennaio 2013, le forze armate israeliane, decidono di installare 2 batterie di missili nella zona di Haifa e Safed. Il 6 febbraio viene schierata una terza batteria nel nord di Israele.[23] [24]

1.7     Commercializzazione all'estero

Secondo il Jerusalem Post, il Ministero della Difesa israeliano "è in conversazione con un certo numero di paesi europei riguardo alla vendita del sistema di difesa Iron Dome" per proteggere le forze NATO dispiegate in Afghanistan e in Iraq.[25]

1.8     Utilizzo in battaglia

  • Fine ottobre 2011: Durante un attacco con razzi Qassām e Fajr-5, lanciati dalla Striscia di Gaza, vengono abbattuti due razzi lanciati dai militanti dell'organizzazione terroristica palestinese di Hamas, anche se uno di questi colpisce un parcheggio, provocando l'incendio di alcune automobili e la morte di una persona[26] e il ferimento di altri israeliani.
Le popolazioni israeliane di Ashdod, Ashkelon, Beersheva e Sderot, molto intimorite, rimasero nei rifugi predisposti, interrompendo le attività lavorative e scolastiche, sfidando così l'esortazione della IDF per il ritorno alla normalità. Una batteria di "Cupola di Ferro" è stata dispiegata nella "città della scienza" Rehovot.[27][28]

1.9     Critiche

Il sistema Cupola di Ferro è stato criticato per i suoi costi proibitivi. Si stima che il missile intercettore Tamir costi 35.000–$50.000 dollari,[11] mentre un razzo Qassam artigianale (e notevolmente meno efficiente) non costi più di 800 dollari.[29] La RAFAEL ha risposto che il problema dei costi è sopravvalutato, dal momento che il radar di Cupola di Ferro determinerà quali razzi possono colpire un centro abitato e dunque procedere a intercettare soltanto quelli pericolosi.[30]
Più recentemente l'analista militare prof. Reuven Pedatzur (dell'Università di Tel Aviv) ha affermato che la presentazione di Cupola di Ferro in modalità anti-Qassam:
« è tutto un inganno... il tempo di volo di un razzo Qassam fino a Sderot è di 14 secondi, mentre il radar e il controllo di tiro di Cupola di Ferro necessitano di 15 secondi per identificare un bersaglio e tracciare la sua traiettoria. Questo significa che non può difendere da nulla sparato da meno di 5 chilometri; ma è piuttosto probabile che non possa neanche difendere da missili lanciati da 15 chilometri. Inoltre la massiccia disparità nel costo del singolo missile di Cupola di Ferro (100.000 $) e del tipico razzo artigianale Qassam (50 dollari) significa che la faccenda di Cupola di Ferro non ha alcuna logica »
(Reuven Pedatzur[31])
In un articolo del quotidiano israeliano Haaretz (Dic. 2011) si afferma che l'installazione di una quantità sufficiente di missili "Cupola di Ferro", in grado di difendere soltanto la parte settentrionale di Israele dai razzi di Hezbollah, potrebbe portare alla bancarotta della nazione.[32]
L'ingegnere israeliano Moti Shefer , vincitore di premi internazionali per la difesa militare, ha affermato in un'intervista (luglio 2014), che il sistema Cupola di Ferro è "uno dei più grandi bluff mai visti", "non esiste ad oggi nessun sistema per intercettare in aria missili o razzi" e che "le esplosioni viste sono semplicemente i razzi rudimentali di Hamas che esplodono da soli"[33].

venerdì 18 luglio 2014

2014 07 18 – Il pomo della Concordia



2014 07 18 – Il pomo della Concordia
Mi sa che questo non si dovrebbe dire, ma questa è una follia nella follia imperante in questo mondo.
Sono giorni che non si parla d’altro.
E ogni giorno a me viene in mente quanto segue.
L’operazione costerà, alla fine, 1,5 miliardi di euro.
Finora siamo a 1.
A un importo annuo di 5.000 euro, equivalente ad un teorico salario o sussidio minimo, ci si mantenevano 300.000 persone per un anno.
Oppure si bonificava una bella fetta di terra dei fuochi.
Si, anche a spese sue la Costa poteva rifarsi il look in qualche modo più utile.
Invece ne abbiamo fatto un’operazione “mediatica”.
Guardate come siamo bravi a far resuscitare un relitto.
Un ammasso di ferraglia, del tutto inutile tanto prima che dopo affondata.
Eh, già: senza mania di inutili crociere non ci sarebbe stato nemmeno il naufragio.
Bisognava svuotare i serbatoi e affondarla. Farla saltare in aria.
Il ferro tornava in natura.
Le vernici diventavano sabbia.
La plastica ci metteva tra 100 e 500 anni a biodegradarsi.
In cinque/dieci anni sarebbe stata coperta di concrezioni e sarebbe diventata scoglio.
Oppure si potevano chiamare alcune organizzazioni Rom dedite al recupero di metalli. Rame e ferro per lo più. Se la smontavano loro senza chiedere niente.
E poi qualcuno ha pensato al bilancio eco-energetico di questa operazione ?
Non sarà che alla fine avremmo prodotto più CO2 o altri elementi inquinanti più dannosi di quanto si presumeva potesse essere dannosa la Concordia ?
Alla fine ho concluso che è colpa del nome della nave.
Evidentemente ha ipnotizzato tutti e li ha resi “concordi” sul da farsi.
Adesso confido che nel tragitto verso Genova, Nettuno ci metta una pezza e se la porti giù a casa sua.
Almeno resteremo a 1 miliardo speso e non 1,5.